Abruzzo Daily

Logo
Logo
La vicenda

Co-inceneritore di Atri, la Regione restringe l’origine dei rifiuti autorizzati

Il 21 ottobre il giudizio davanti al TAR

Co-inceneritore di Atri, la Regione restringe l’origine dei rifiuti autorizzati
di Tito Di Persio
3 MINUTI DI LETTURA

ATRI. Nuovo sviluppo nella vicenda dell’impianto di co-incenerimento con recupero energetico di rifiuti speciali non pericolosi previsto in località Stracca, nella zona industriale di Atri.

Con la Determinazione dirigenziale n. DPC026/253 del 7 settembre 2026, la Regione Abruzzo è intervenuta sulla precedente autorizzazione rilasciata alla NDT Energy S.r.l., precisando in particolare la provenienza dei rifiuti destinati all’impianto.

Il nuovo provvedimento stabilisce che l’autorizzazione rilasciata nel febbraio 2025 riguarda esclusivamente i rifiuti individuati nel progetto approvato e provenienti dal ciclo produttivo industriale della Neodecortech S.p.A..

La Regione precisa inoltre che nell’impianto non potranno essere conferiti rifiuti da parte di privati cittadini, dei soggetti indicati dall’articolo 266, comma 5, del decreto legislativo 152/2006, né da ulteriori produttori diversi da quelli espressamente individuati nel progetto autorizzato.

Una precisazione che arriva mentre davanti al Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo, sezione dell’Aquila, è ancora pendente il contenzioso relativo proprio all’autorizzazione della NDT Energy. Il ricorso, insieme ai successivi motivi aggiunti, è stato presentato dal Comune di Atri, mentre i Comuni di Pineto e Roseto degli Abruzzi e il Comitato Ambiente Salute e Territorio di Torre San Rocco e Scerne sono intervenuti ad adiuvandum.

La questione della provenienza dei rifiuti era già tra gli aspetti contestati nel procedimento giudiziario, insieme ad altri profili riguardanti i quantitativi, il rapporto produttivo tra NDT Energy e Neodecortech e la capacità dell’impianto. Il nuovo atto della Regione si inserisce quindi in un quadro di contestazioni già sottoposto all’attenzione del giudice amministrativo.

Restano sul tavolo anche ulteriori questioni tecniche. Tra queste, quella relativa al trattamento meccanico dei rifiuti che precede il co-incenerimento, con le operazioni di spezzettamento e sgretolamento. Secondo quanto riportato nella relazione tecnica richiamata nel procedimento, tale fase della gestione dei rifiuti non sarebbe stata oggetto di una specifica procedura autorizzativa e di un approfondimento istruttorio ritenuto sufficiente, nonostante le sollecitazioni formulate da ARPA Abruzzo.

Altri rilievi riguardano la natura e la destinazione dei rifiuti prodotti dalla Neodecortech, con particolare riferimento a resine e plastiche melamminiche, oltre ai profili relativi alla tracciabilità e alla quantità dei rifiuti destinati all'impianto.

Sono dunque diversi gli elementi che dovranno essere valutati nel loro insieme sulla base della documentazione acquisita durante il procedimento e alla luce della nuova determinazione regionale.

Il prossimo passaggio sarà l’udienza pubblica fissata per il 21 ottobre 2026, quando il TAR dell’Abruzzo sarà chiamato a esaminare nel merito la controversia. In quella sede, il nuovo provvedimento della Regione potrà essere valutato insieme agli altri aspetti già sottoposti all’attenzione del collegio.

Gli amministratori

«Continuiamo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione del procedimento – dichiarano i sindaci di Atri, Pineto e Roseto degli Abruzzi, Piergiorgio Ferretti, Alberto Dell’Orletta e Mario Nugnes –. Il nuovo provvedimento della Regione interviene su un aspetto, quello della provenienza dei rifiuti, che era già stato oggetto di contestazione nell’ambito del giudizio e introduce un ulteriore elemento che sarà sottoposto alla valutazione del TAR».

«Sarà ora il Tribunale, nell’udienza di merito del prossimo 21 ottobre – proseguono i tre sindaci – a valutare questo nuovo elemento insieme alla documentazione e agli ulteriori profili già sottoposti alla sua attenzione. Le nostre Amministrazioni continueranno a operare in modo coordinato, seguendo il procedimento nelle sedi competenti e mantenendo alta l’attenzione su tutti gli aspetti della vicenda, dalla provenienza, quantità e tracciabilità dei rifiuti alle modalità di trattamento preliminare, fino agli ulteriori profili tecnici e autorizzativi oggetto del contenzioso».

«Continueremo inoltre ad assicurare alla cittadinanza informazione e trasparenza su ogni ulteriore sviluppo», concludono i sindaci.