Turismo
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di Tito Di Persio

TERAMO. Un mazzo di fiori appena deposto diventa il simbolo di un fenomeno sempre più diffuso e doloroso. Tra i parenti più stretti di una persona amata e compianta in vita, la scommessa non è più sul ricordo, ma sul tempo che passerà prima dell’ennesimo furto rituale. La scena si svolge nel cimitero del capoluogo di provincia, a Teramo, nella zona di Cartecchio, dove le segnalazioni dei furti sono in netto aumento.
Qui agiscono i cosiddetti “tombaroli” moderni. Se nelle città d’arte il termine indica i soliti ignoti che scavano abusivamente tombe antiche, protette dalla legge, per sottrarre reperti di valore archeologico destinati al mercato di amatori e collezionisti, a Teramo il fenomeno assume contorni diversi ma altrettanto gravi.
I “tombaroli” rubano con continuità oggetti preziosi lasciati sulle tombe: argento, cornici, ricordi personali e, in casi particolarmente dolorosi, come quello di un loculo appartenente a un bambino, persino una piccola collanina d’oro.
Di fronte a una situazione che viola il rispetto dovuto ai defunti e ai luoghi di preghiera e conforto spirituale, appare essenziale e necessaria un’operazione della Polizia Locale, anche attraverso l’installazione di video trappole, per riuscire a dare un volto a chi si rende responsabile di simili gesti.