Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. La visita di chirurgia vascolare è una prestazione essenziale per diagnosticare, prevenire e curare le patologie che interessano arterie, vene e vasi linfatici.
Serve a valutare la necessità di un intervento chirurgico o di trattamenti mininvasivi, a monitorare l'evoluzione di malattie croniche e a prevenire complicanze anche molto gravi, come ictus, aneurismi o ischemie.
Le segnalazioni di un disservizio
Eppure, mentre si continua a parlare di liste d'attesa in miglioramento, le segnalazioni raccolte dal nostro osservatorio pubblico raccontano una realtà ben diversa.
Sono ormai 311 le prenotazioni monitorate nelle quattro Asl abruzzesi. Un dato che va letto anche alla luce delle differenti situazioni territoriali: in alcune aziende sanitarie le liste risultano ancora bloccate, in altre le prenotazioni sono aperte, ma con tempi che restano incompatibili con un servizio sanitario realmente efficiente.
Il caso di Teramo: un'attesa di un triennio
L'ultimo caso riguarda la Asl di Teramo, dove una visita di chirurgia vascolare risulta prenotabile per il mese di agosto 2029. Un'attesa di oltre tre anni per una prestazione che, in molti casi, rappresenta uno strumento decisivo per individuare e trattare patologie potenzialmente molto gravi.
È difficile considerare normale una situazione del genere. Un sistema che costringe i cittadini ad aspettare anni oppure a rivolgersi alla sanità privata finisce inevitabilmente per creare una discriminazione sociale tra chi può permettersi di pagare e chi, invece, non ha alternative.
Il diritto alla salute
L'articolo 32 della Costituzione tutela il diritto alla salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Quando i tempi di accesso alle cure superano ogni ragionevole limite, il problema non è soltanto organizzativo, ma riguarda la concreta garanzia di un diritto costituzionale che dovrebbe essere uguale per tutti.