Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

GIULIANOVA. Le lacrime di Mary Coci, madre di Giulia Di Sabatino, hanno segnato l’ultima udienza del processo presso il Tribunale di Teramo a carico di Francesco Giuseppe Totaro, detto Peppe. Il 35enne di Giulianova è imputato per i reati di induzione alla prostituzione minorile e pornografia minorile. I fatti contestati risalgono al periodo in cui Giulia e altre ragazze coinvolte avevano tra i 15 e i 16 anni.
L’inchiesta, avviata dalla Procura dell'Aquila, era scattata in seguito al ritrovamento sul cellulare dell’uomo di numerose fotografie osé e senza veli che ritraevano le minori. Nelle imputazioni si fa riferimento anche a presunti massaggi erotici. Durante la sua testimonianza, Mary Coci ha confermato l'esistenza di un legame amicale tra la figlia e l’imputato, precisando tuttavia di non aver mai incontrato l’uomo di persona.
Il Pubblico Ministero, Laura Colica, ha formulato una richiesta di condanna severa: otto anni di reclusione, ritenendo provata la responsabilità penale dell’imputato. Di parere opposto la difesa, rappresentata dall'avvocato Donatella Tiberio, che ha chiesto l'assoluzione perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto, derubricando il rapporto a una semplice relazione sentimentale.
L’esito di questo procedimento potrebbe rappresentare una svolta anche per il mistero della morte di Giulia Di Sabatino, precipitata da un cavalcavia della A14 a Giulianova nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2015, proprio nel giorno del suo diciannovesimo compleanno. Il legale di parte civile, Antonio Di Gaspare, ha insistito sulla colpevolezza di Totaro, annunciando che è già pronta l'istanza per chiedere la riapertura del caso sulla morte della ragazza, attualmente archiviato come suicidio. Il collegio giudicante, presieduto da Francesco Ferretti, ha aggiornato l’udienza al prossimo 5 marzo per le repliche e la sentenza.