Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. «Il 16 luglio l’assessore regionale Roberto Santangelo annunciava che la vertenza ASP 1 era “in via di risoluzione”. Oggi, a oltre due mesi di distanza, la realtà è ben diversa». Mauro Pettinaro della FP Cgil Teramo, Samuele Esposito della Fisascat Cisl e Massimiliano Bravo della UilFp Teramo tornano sulla situazione dei circa 250 lavoratori delle case di riposo della provincia dopo la conferenza di ieri alla De Benedictis per l’avvio dei lavori di efficientamento energetico.
Un’occasione durante la quale si è parlato anche della vertenza degli stipendi, con gli interventi dell’assessore Santangelo, del commissario Asp1 Roberto Canzio e del segretario regionale Ugl Salute Abruzzo Stefano Matteucci.
Secondo Cgil, Cisl e Uil, però, il quadro resta ben lontano dalla normalità. «Sono ancora numerose le lavoratrici e i lavoratori delle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto che non hanno ricevuto la quattordicesima, lo stipendio di luglio e quello di agosto e tutti devono ancora percepire agosto e quattordicesima».
«Dov’è il piano B annunciato a luglio?»
I sindacati contestano in particolare l’idea che il ritardo sia ormai limitato a una sola mensilità e chiamano nuovamente in causa la Regione.
«Il 25 settembre chiediamo: dov’è la soluzione? L’assessore Santangelo al tavolo della Prefettura del 16 luglio parlava di un piano B qualora non si fosse sbloccata la situazione: dov’è il piano B?».
Nel mirino finisce anche Sanitalia, accusata dalle organizzazioni di non aver rispettato gli impegni assunti sui pagamenti. Per i sindacati, mentre si discute di nuovi posti letto, investimenti, accreditamenti e riequilibrio dei conti, resta irrisolto il problema principale per i dipendenti: ricevere integralmente quanto dovuto.
Le proteste durante l’incontro alla De Benedictis
La nota torna anche sulle immagini della conferenza di ieri, osservata dalle finestre da alcuni lavoratori ancora in attesa delle retribuzioni.
«C’è stata un’indignazione collettiva alla vista delle istituzioni da parte di lavoratrici e lavoratori che continuano a vertere in una condizione disperata. Fanno rabbia le parole del 16 luglio, fanno rabbia le scene di persone che guardano brindare a nuovi lavori, ma il proprio lavoro non viene remunerato».
FP Cgil, Fisascat Cisl e UilFp chiedono quindi che alle rassicurazioni seguano pagamenti e scadenze certe. «Gli stipendi non sono un dettaglio contabile, né un argomento su cui scommettere o fare rassicurazioni da marinaio. Sono il salario con cui 250 famiglie vivono ogni giorno».
La richiesta finale è che la Regione e le altre istituzioni coinvolte concentrino ora l’attenzione sulla chiusura della vertenza: «Con lavoratrici e lavoratori senza stipendio ci piacerebbe ricevere dalle istituzioni fatti, sobrietà e testa bassa e lavorare».