Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Una ricerca durata 30 mesi ha riunito Università e aziende del settore zootecnico per un obiettivo ambizioso: produrre carni e formaggi più sani, più sostenibili e con una durata di conservazione più lunga, senza compromettere il benessere animale.È il cuore di “One Health – One Welfare – One World”, progetto che introduce foraggi idroponici (orzo e piselli), oli essenziali (alloro e carciofo) e nuove tecnologie produttive per trasformare gli allevamenti di oggi in modelli più green.
Cosa cambia per gli animali, l’ambiente e i consumatori
Gli allevamenti coinvolti hanno adottato foraggi idroponici coltivati con reflui zootecnici: un sistema che riduce consumo idrico ed energetico, migliora il benessere del bestiame e aumenta la qualità nutrizionale dei prodotti.Carni e formaggi ottenuti con questi protocolli sono risultati più ricchi di fibre, con minore contenuto lipidico e maggiore stabilità. Tra le innovazioni anche l’introduzione di microcapsule rumino-protette, capaci di potenziare gli effetti antinfiammatori e antimicrobici sugli animali.
La prova sul campo: migliorano anche i batteri “buoni” dell’intestino
Lo studio ha coinvolto 100 volontari. L’assunzione di prodotti realizzati secondo i nuovi protocolli ha favorito i batteri benefici del microbiota intestinale, indicando un impatto positivo anche sulla salute umana. I risultati completi saranno presentati l'11 dicembre alle 10:30, presso l’azienda Matarrese di Alberobello (Bari).
Il ruolo dell’Università di Teramo
Capofila del progetto è stato il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, affiancato dagli atenei del Molise e di Teramo, insieme a una decina di imprese nazionali del settore agroalimentare.Un lavoro corale che ha prodotto protocolli certificati, pronti per essere adottati su larga scala dalle aziende.
“Innovazione concreta per tutto il settore”
«La ricerca multidisciplinare può generare innovazioni reali per qualità, benessere animale e sostenibilità», spiega il responsabile scientifico Pasquale De Palo.«Questi risultati aprono a sviluppi industriali e al trasferimento delle innovazioni ad altre filiere, confermando il ruolo strategico degli atenei italiani». Con questo progetto, l’Italia – e l’Abruzzo attraverso l’Università di Teramo – punta a tracciare una nuova rotta per la zootecnia del futuro, più sana, più efficiente e più sostenibile.