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La vicenda

Cane muore dopo essere stato restituito alla proprietaria, la denuncia delle volontarie: «Lo avevamo pensato di averlo salvato»

A Roseto scatta l'appello: «Segnaleremo alle autorità chi lascia gli animali senza custodia»

Cane muore dopo essere stato restituito alla proprietaria, la denuncia delle volontarie: «Lo avevamo pensato di averlo salvato»
di Tito Di Persio
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ROSETO DEGLI ABRUZZI. «Lo avevamo pensato di averlo salvato tutti noi». E invece quel piccolo cane non ce l'ha fatta. A raccontare la vicenda, con parole durissime, sono le volontarie dell'Associazione Qua La Zampa – La Casa di Balù, che denunciano una situazione che, a loro dire, sarebbe dovuta essere evitata.

«E adesso? Cosa facciamo adesso? Stiamo ancora a guardare gli esseri immondi che lasciano morire così i loro cani? E questa signora dovrà restare impunita?», scrivono le volontarie sui social, dopo la morte dell'animale. Il cane era stato recuperato dalle volontarie e, secondo quanto riferito dall'associazione, successivamente riconsegnato alla sua proprietaria. Oggi quelle stesse volontarie si interrogano su quella scelta e scrivono un messaggio che restituisce tutta la loro amarezza: «Avevamo pensato di averlo salvato tutti noi».

Il caso viene utilizzato dall'associazione anche per richiamare l'attenzione su un problema che le volontarie affermano di incontrare frequentemente: cani lasciati liberi di vagare per strada e poi recuperati e riportati alle loro famiglie. «Il cane è abituato a uscire, torna da solo». «Si fa un giretto e poi torna». «Non si allontana mai». Sono alcune delle frasi che, spiegano le volontarie, si sentono ripetere quando un animale viene trovato senza controllo. Ma lasciare un cane libero di muoversi senza custodia, sottolinea l'associazione, può esporlo a numerosi pericoli: essere investito, aggredito, ferirsi, perdersi o provocare a sua volta situazioni di rischio per le persone e per la circolazione.

Nel loro intervento, le volontarie richiamano anche l'articolo 672 del Codice Penale, relativo all'omessa custodia e al malgoverno di animali, sottolineando la necessità che le situazioni di possibile pericolo vengano segnalate alle autorità competenti quando ne ricorrano i presupposti. «Da oggi, di fronte a situazioni reiterate e a comportamenti che mettono in pericolo gli animali e le persone, non ci limiteremo più a recuperare il cane e a riportarlo a casa», annunciano le volontarie. «Segnaleremo le situazioni alle autorità competenti e chiederemo che vengano applicate le disposizioni di legge e le relative sanzioni, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti».

Una presa di posizione che arriva dopo una morte che ha lasciato dolore e rabbia tra le persone che avevano cercato di aiutare quell'animale. «Perché "tanto torna" non è una misura di sicurezza. La responsabilità di un animale è di chi lo detiene. E la sua vita non può essere affidata alla fortuna», scrivono ancora le volontarie, prima dell'ultimo, doloroso messaggio: «Riposa in pace piccolo amore e perdonaci per non aver capito di averti restituito in mano alla tua assassina».

Parole che appartengono alla denuncia delle volontarie e che ora chiedono anche di capire cosa sia accaduto realmente e se, sulla base degli accertamenti, esistano eventuali responsabilità.