Le indagini
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di Redazione Teramo

TERAMO. Sei persone sono state arrestate all’alba di oggi nell’ambito dell’inchiesta sui tentati assalti ai bancomat avvenuti lo scorso marzo tra Colonnella e Martinsicuro con il cosiddetto metodo della “marmotta”. Il blitz è stato eseguito tra San Severo, Cerignola e Trinitapoli dai carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, supportati dai militari territoriali pugliesi, dal Nucleo cinofili di Modugno, dal 6° Nucleo elicotteri di Bari e dallo Squadrone eliportato “Cacciatori Puglia”.
Le accuse
I sei indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Teramo Roberto Veneziano su richiesta della Procura. Devono rispondere, a vario titolo, di tentato furto aggravato in concorso ai danni di sportelli ATM, ricettazione e porto illegale di materiale esplodente. Tutti gli arrestati sono italiani e originari dell’area del Foggiano.
Il metodo della “marmotta”
L’indagine è partita dopo i due tentativi di assalto del 25 marzo scorso ai danni di uno sportello della Bdm Banca a Colonnella e dell’ufficio postale di Martinsicuro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile di Alba Adriatica e della stazione di Martinsicuro, la banda avrebbe utilizzato la cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale inserito all’interno degli ATM per provocarne l’esplosione. Prima di entrare in azione, il gruppo avrebbe inoltre rubato un’auto nella provincia di Ascoli Piceno da utilizzare durante i colpi per ostacolare eventuali identificazioni.
“Lo Stato c’è”
Nel corso della conferenza stampa, la pm Enrica Medori ha sottolineato il lavoro svolto dai militari. “I carabinieri sono stati professionali e tempestivi, rendendo il lavoro della Procura molto più semplice”, ha dichiarato la magistrata, evidenziando anche il ruolo decisivo della segnalazione arrivata al 112 da parte di un cittadino. “Operazioni come questa — ha aggiunto — servono anche come deterrente e fanno capire che lo Stato c’è”.
Gli esplosivi e le indagini
Nel corso delle attività investigative sarebbe emerso che gli indagati avevano la disponibilità di diversi congegni esplosivi ritenuti particolarmente pericolosi e preparati appositamente per gli assalti ai bancomat. Le indagini hanno permesso ai carabinieri di ricostruire composizione, spostamenti e modus operandi del gruppo criminale.