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Il dramma

Antonio Ridolfi scomparso nello Stretto, ricerche senza sosta: recuperata l’attrezzatura del sub di Giulianova

Da anni praticava immersioni e conosceva bene le acque siciliane. La sua presenza a Torre Faro è stata ricostruita anche grazie alla vettura, individuata attraverso la targa nei pressi del punto di immersione

Antonio Ridolfi
Antonio Ridolfi
di Nikasia Sistilli, Tito Di Persio
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GIULIANOVA. «A Torre Faro e dintorni ci sono correnti fortissime e quel luogo è noto proprio per questo. Bisogna sempre affrontarlo con la massima cautela, anche se Antonio era davvero un esperto. È un bravissimo ragazzo, conosciuto da tutti».

A parlare è Walter Squeo, grande conoscitore del mare e proprietario di un peschereccio adibito alla piccola pesca e di una vongolara, intervistato questa mattina mentre stava uscendo in barca. Squeo conosce bene Antonio Ridolfi e, nel ricordarlo, sottolinea anche quanto fosse conosciuto e stimato nella comunità giuliese.

Intanto, nello Stretto di Messina, continuano senza sosta le ricerche del 49enne di Giulianova, maresciallo della Marina Militare in servizio ad Ancona, scomparso dopo essersi immerso nelle acque della zona di Torre Faro.

Antonio Ridolfi, subacqueo esperto e in possesso di specifiche abilitazioni della Marina, si sarebbe immerso da solo e non è mai tornato in superficie.

Recuperato il sistema di palloncini usato dal sub

Nelle ultime ore è stato recuperato al largo di Papardo il sistema di palloncini di salvataggio utilizzato dal sub. L'attrezzatura era collegata a una cima di circa venti metri.

Un elemento che potrebbe fornire indicazioni sulla profondità alla quale il dispositivo sarebbe stato sganciato e sulla possibile difficoltà incontrata da Ridolfi durante l'immersione. Si tratta di un elemento che dovrà essere valutato nell'ambito degli accertamenti ancora in corso.

Le ricerche si stanno concentrando proprio nell'area del ritrovamento, senza però escludere altri tratti dello Stretto.

Guardia Costiera, Finanza e vigili del fuoco in campo

Guardia Costiera, Guardia di finanza e vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni con motovedette, elicotteri e nuclei specializzati. Durante la notte sono stati utilizzati anche visori a infrarossi, mentre con l'arrivo della luce le attività si sono estese ai fondali.

A rendere particolarmente difficili le operazioni sono le fortissime correnti che caratterizzano quel tratto di mare. È proprio questo uno degli aspetti richiamati da Squeo, che conosce direttamente le condizioni dello Stretto e le insidie legate alle correnti.

Chi è Antonio Ridolfi, il maresciallo della Marina scomparso

Ridolfi, prima del trasferimento ad Ancona, aveva prestato servizio alla Marina Militare di Augusta. È un maresciallo della Marina con brevetto e un Operatore servizio sicurezza abilitato ai lavori in carena, quindi un operatore subacqueo specializzato della Marina Militare.

Da anni praticava immersioni e conosceva bene le acque siciliane. La sua presenza a Torre Faro è stata ricostruita anche grazie alla vettura, individuata attraverso la targa nei pressi del punto di immersione.

Ci sarebbe inoltre la testimonianza di una persona che avrebbe visto un uomo, munito di tutta l'attrezzatura, entrare in mare. Le telecamere di videosorveglianza della zona avrebbero consentito agli inquirenti di ricostruire gli ultimi spostamenti del maresciallo.

L'allarme degli amici subacquei

A dare l'allarme sono stati gli amici sub messinesi, che conoscevano bene Antonio e con i quali era solito effettuare immersioni. Non vedendolo rientrare, hanno fatto scattare le ricerche.

A Giulianova, intanto, il tempo sembra essersi fermato. Nel quartiere dove vivono la madre Giovanna Catanese e il fratello Francesco, l'attesa è fatta di silenzio, preghiere e speranza.

«Il quartiere è in ansia e spera nel miracolo», raccontano quanti conoscono la famiglia e seguono con apprensione le notizie che arrivano dalla Sicilia.

Giulianova aspetta Antonio: «È un uomo straordinario»

Antonio vive principalmente ad Ancona, dove presta servizio al Comando scuole della Marina, ma torna spesso a Giulianova per trascorrere del tempo con la madre e il fratello.

Chi lo conosce lo descrive come una persona molto legata alla famiglia, al lavoro e alla sua città.

«È un uomo straordinario, attaccato al suo lavoro e alla famiglia», raccontano gli amici. Una persona molto conosciuta anche per la sua fede e per la presenza, la domenica, al santuario della Madonna dello Splendore.

La madre Giovanna, ex dipendente del Comune di Giulianova, sta vivendo queste ore nella speranza di poter riabbracciare il figlio.

«La povera Giovanna è comprensibilmente molto agitata, piange e prega e la preghiera è attualmente ciò che la tiene legata alla speranza», racconta un vicino di casa.

Il mare, la passione di una vita

Il mare, per Antonio, è sempre stato una grande passione. Gli amici lo ricordano spesso in acqua, impegnato nelle sue immersioni, una passione coltivata per anni e diventata anche parte della sua professionalità.

La vicenda è seguita con apprensione anche al Circolo Nautico “Vincenzo Migliori” di Giulianova, dove Antonio è conosciuto e stimato.

Il presidente Enrico Orsini si augura che «la vicenda si possa concludere nel migliore dei modi, come tutti speriamo, con il ritrovamento in vita di Antonio».

Le ricerche nello Stretto non si fermano

Anche i colleghi della Guardia Costiera di Giulianova partecipano con particolare coinvolgimento alle ricerche. Conoscono Ridolfi e lo considerano «come uno di famiglia».

Nel frattempo, nello Stretto, le operazioni proseguono senza sosta. I soccorritori stanno lavorando anche in profondità, nonostante le difficoltà tecniche legate alle correnti.

Ogni elemento viene verificato e ogni tratto di mare continua a essere scandagliato. A Giulianova, intanto, resta la speranza di poter vedere Antonio tornare a casa.