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Ambientalisti all'attacco sulla discarica di Grasciano: “Procedura viziata, sito già contaminato

Osservatorio Val Tordino e Forum H2O chiedono l’archiviazione immediata del progetto

Ambientalisti all'attacco sulla discarica di Grasciano: “Procedura viziata, sito già contaminato
di Redazione Teramo
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NOTARESCO. Una procedura definita “insanabilmente viziata” e un’area ritenuta del tutto inadatta ad accogliere nuovi rifiuti. È la posizione netta espressa da Lidia Bocci e Augusto De Sanctis, che hanno inviato una nota alla Regione Abruzzo e agli enti competenti per chiedere lo stop al progetto di impianto di trattamento rifiuti con annessa discarica da un milione di metri cubi previsto a Casette di Grasciano.

Nel mirino la proposta della società Green Management, che secondo le associazioni dovrebbe essere “immediatamente archiviata” per ragioni ambientali e legali considerate non superabili.

Il nodo dell’inquinamento pregresso

Tra le criticità principali segnalate c’è lo stato dell’area, già classificata come potenzialmente contaminata. Le acque sotterranee presenterebbero infatti concentrazioni oltre i limiti di nichel, manganese e boro, tanto da aver portato ARPA Abruzzo a inserire il sito tra quelli da monitorare.

Secondo gli ambientalisti, la normativa è chiara: prima di qualsiasi nuovo intervento è necessario procedere con la bonifica. «È paradossale ipotizzare una discarica in un sito già inquinato», evidenziano, sottolineando anche il rischio di non riuscire a distinguere eventuali nuove contaminazioni da quelle pregresse.

Le criticità sanitarie e ambientali

Il dossier punta poi il dito sulla qualità dell’aria. Lo studio presentato, secondo le associazioni, non terrebbe conto della nuova direttiva europea 2881/2024. I dati tecnici indicherebbero un superamento dei limiti per le polveri sottili (PM10) già nelle fasi iniziali di attività dell’impianto.

Da qui la contestazione anche al parere favorevole espresso dalla ASL di Teramo, ritenuto “incomprensibile” alla luce delle nuove soglie europee.

Le lacune procedurali

Sul piano amministrativo, le associazioni evidenziano ulteriori mancanze: l’assenza della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) legata alla variante urbanistica e la mancata analisi dell’effetto cumulativo con le attività industriali già presenti nell’area.

Un aspetto ritenuto centrale, considerando il contesto produttivo della zona e il possibile impatto complessivo sull’ambiente e sulla salute.

Il rischio di una terza discarica

La nota inviata agli enti punta a bloccare quello che diventerebbe il terzo impianto di smaltimento nella stessa area, con un impatto significativo sulla Valle del Tordino.

L’obiettivo dichiarato è la tutela della salute pubblica e della sostenibilità del territorio, in un contesto già fortemente segnato dalla presenza di attività industriali e criticità ambientali.

red Teramo