Abruzzo Daily

Logo
Logo
Fa discutere

Teramo al buio per sei giorni, scoppia la polemica dopo un’aggressione - Video

Diverse strade, in particolare attorno a corso San Giorgio, sono rimaste senza illuminazione per quasi una settimana: evidenti ripercussioni sulla sicurezza

Un tratto al buio
Un tratto al buio
di Giancarlo Falconi
2 MINUTI DI LETTURA

TERAMO. A Teramo scoppia il caso dell’illuminazione pubblica nel cuore del centro storico, rimasto al buio per giorni e finito al centro delle polemiche dopo un episodio di violenza. A sollevare con forza la questione è il sindaco, Gianguido D’Alberto, che denuncia una situazione definita “grave e inaccettabile”, puntando il dito contro Enel per i ritardi nel ripristino della luce.

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, nonostante ripetute segnalazioni e sollecitazioni da parte dell’amministrazione comunale e degli uffici tecnici, diverse vie — in particolare le parallele di corso San Giorgio — sono rimaste senza illuminazione per quasi una settimana, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza. Il Comune ha quindi formalmente diffidato Enel chiedendo un intervento immediato e risolutivo, riservandosi ulteriori azioni a tutela della comunità e coinvolgendo anche la Prefettura.

Nel frattempo, cresce il malcontento tra i residenti. Numerose le segnalazioni giunte alla nostra redazione nelle ultime ore. Tra queste, la testimonianza di una cittadina che racconta di sentirsi “prigioniera in casa all’imbrunire” a causa dell’assenza di illuminazione e dei frequenti episodi di violenza che richiedono l’intervento delle forze dell’ordine. La richiesta è chiara: maggiore informazione e risposte concrete da parte delle istituzioni.

Solo nella notte, secondo quanto emerso, una squadra Enel sarebbe intervenuta ripristinando finalmente la luce nelle zone interessate. Resta però una domanda che pesa come un macigno: perché sono serviti sei giorni e un’aggressione perché la situazione venisse risolta?