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Dipendenze

Allarme sicurezza a Teramo: famiglie lasciano i locali, esercenti esasperati

Si perde la clientela per una vicenda paradossale: dove sono le istituzioni?

L'uomo protagonista della vicenda
L'uomo protagonista della vicenda
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Una vicenda che solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza urbana. A Teramo, diverse attività commerciali si trovano a fare i conti con una situazione paradossale: un uomo con problemi di dipendenza dall’alcol che, sostando tra tavoli di bar e ristoranti, disturba i clienti arrivando persino a bere dai loro bicchieri.

Nel corso dell’ultimo fine settimana, l’assenza per turnazione della polizia locale — aggravata dalla soppressione del nucleo antidegrado — insieme alla limitata presenza delle forze dell’ordine e a interventi spesso tardivi, ha avuto conseguenze evidenti.

Numerosi ristoratori segnalano la perdita di clientela, con famiglie che, sentendosi poco sicure, hanno scelto di lasciare i locali.

«Non possiamo farci giustizia da soli. Non è civile, ma abbiamo bisogno di essere protetti dalle istituzioni. Stiamo investendo in qualità e il nostro lavoro non può andare in fumo per situazioni simili», raccontano, tra delusione e amarezza.

Il caso riapre il dibattito sulla sicurezza partecipata e sulla presenza dello Stato nei centri urbani. Tra le proposte avanzate dagli esercenti, l’istituzione di un presidio serale stabile — con pattuglie dedicate, come un poliziotto o carabiniere di quartiere — nelle aree più frequentate, come Piazza Martiri della Libertà, per garantire maggiore tutela a cittadini e attività.

L'uomo disturba e i clienti lasciano i locali