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Il racconto

Alcol ai minorenni nei locali, la denuncia di un genitore dopo gli ultimi casi: «Lo Stato intervenga prima della tragedia»

Dopo i casi di coma etilico sulla costa teramana, una lettera solleva il tema dei controlli nelle discoteche e negli chalet: «Perché non vengono impiegati agenti in borghese?»

Foto con Ia
Foto con Ia
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Non è soltanto una questione di responsabilità familiare. Dopo gli ultimi episodi che hanno visto giovanissimi finire in ospedale per abuso di alcol, un genitore della costa teramana punta il dito anche contro l’assenza di controlli da parte delle istituzioni.

La lettera arriva dopo i servizi sulla vendita di bevande alcoliche ai minorenni nei locali notturni e negli chalet e dopo gli interventi effettuati dal 118 nel corso del fine settimana per alcuni casi di intossicazione alcolica.

«Da genitore riconosco che a fallire non siamo soltanto noi padri e madri, ma anche lo Stato», scrive il lettore, chiedendo perché non vengano organizzati controlli mirati all’interno delle discoteche.

La proposta è semplice: impiegare carabinieri, poliziotti o finanzieri in abiti civili, anche giovani, per verificare direttamente ciò che accade nei locali frequentati dagli adolescenti.

«Cosa ci vuole a mandare due agenti in borghese in una discoteca?», si domanda il genitore. «Si vedrebbero immediatamente il consumo di alcol e il fumo tra i minorenni. A quel punto dovrebbero scattare multe e, nei casi più gravi, anche la sospensione dell’attività».

La denuncia non riguarda soltanto i gestori che eventualmente vendono alcolici senza verificare l’età dei clienti, ma un sistema di prevenzione che, secondo il lettore, sarebbe insufficiente o del tutto assente.

«Mi rivolgo a voi perché lo Stato e le istituzioni sembrano non esistere», conclude amaramente. «La sensazione è che si preferisca chiudere un occhio fino al giorno dell’inevitabile tragedia».

Parole dure, che riaprono una domanda ormai non più rinviabile: quanti altri ragazzi dovranno essere soccorsi prima che la prevenzione diventi concreta, visibile e costante?