Sanità
Teramo, liste d’attesa senza fine: ecocolordoppler alle carotidi nel 2030
di Giancarlo Falconi

TERAMO. Ci sono interventi che si fanno con la calma della programmazione, e altri che arrivano nel cuore della notte, quando ogni minuto conta. Al Mazzini di Teramo, negli ultimi cinque anni, più di quattro pazienti su dieci con una patologia aortica sono stati operati proprio in urgenza. Un dato che racconta, meglio di qualsiasi presentazione, cosa significhi oggi avere in provincia un centro capace di affrontare le patologie più complesse dell'aorta.
Tra il 2021 e il 2025 il Dipartimento cardio-toraco-vascolare dell'ospedale teramano ha trattato oltre 300 casi di patologia aortica, con 76 procedure sull'arco aortico, uno dei passaggi più delicati della chirurgia cardiovascolare. Numeri che si appoggiano su una tradizione di lungo corso: oltre quarant'anni di esperienza nella chirurgia dell'aorta, che negli anni recenti si è arricchita di nuove tecnologie e nuove strategie terapeutiche, scelte di volta in volta sulle caratteristiche del singolo paziente.
È proprio da questa esperienza che nasce la seconda edizione di AAA "All Around Aorta² le patologie della valvola aortica e dell'aorta toracica", il congresso in programma il 2 e 3 ottobre al Palazzo Kursaal di Giulianova. Due giornate che porteranno in Abruzzo cardiochirurghi, cardiologi, chirurghi vascolari, radiologi interventisti, anestesisti e medici di medicina generale provenienti da numerosi centri italiani, per confrontarsi su un percorso che va dalla chirurgia dell'arco e dalle dissezioni aortiche fino alla valvola aortica, alla Tavi, alla chirurgia mini-invasiva, alla radice aortica e all'aorta ascendente, senza dimenticare il follow-up e la continuità delle cure.
Il tema al centro del congresso è proprio la varietà delle strategie oggi disponibili. Le patologie più complesse possono essere affrontate con tecniche di "frozen elephant trunk", con procedure ibride, oppure con il trattamento endovascolare dell'aorta toracica e, in pazienti selezionati, dello stesso arco aortico. A questo si affianca la chirurgia mini-invasiva della valvola aortica, della valvola mitrale e dell'aorta ascendente: nei pazienti con anatomia favorevole, circa l'80 per cento degli interventi viene già eseguito con questo approccio meno invasivo. Sul fronte della cardiologia interventistica, il programma Tavi del Mazzini ha portato nel 2025 a circa 180 impianti transcatetere di valvola aortica.
A dare ulteriore slancio a questa attività sarà presto la nuova sala ibrida, attualmente in fase di realizzazione, che permetterà a Cardiochirurgia, Cardiologia interventistica, Radiologia interventistica e Chirurgia vascolare di operare insieme, con il supporto dell'Anestesia e Rianimazione cardiochirurgica. «Un investimento importante», commenta il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia, «per mettere le professionalità presenti nelle condizioni di esprimere pienamente le proprie competenze e continuare a far crescere un'attività ad alta specializzazione a servizio del territorio».
Ma avere strumenti sempre più avanzati, avverte Filippo Santarelli, direttore del Dipartimento cardio-toraco-vascolare della Asl di Teramo, non basta da solo. La vera sfida è saperli usare con appropriatezza: «Il paziente deve rimanere al centro della scelta terapeutica. Chirurgia, procedure endovascolari e transcatetere non sono mondi contrapposti, ma possibilità diverse da utilizzare nel contesto e nel momento giusto».
Un concetto ripreso anche da Francesco Massi, cardiochirurgo del Mazzini e responsabile scientifico del congresso, che spiega lo spirito dell'iniziativa: «Vogliamo confrontare esperienze diverse sulle decisioni che quotidianamente risultano più difficili: quale trattamento scegliere, quando intervenire e come programmare il percorso del paziente nel tempo. Per questo abbiamo coinvolto colleghi provenienti da realtà italiane con grande esperienza nei diversi settori».