Turismo
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di Tito Di Persio

TERAMO. Dopo le testimonianze raccolte e l'identificazione di alcune delle persone coinvolte, proseguono le indagini sulla presunta aggressione avvenuta durante la Storica Sagra del Tartufo di Campovalano. L'episodio, che avrebbe avuto come vittima un medico di 31 anni della Asl di Teramo, ha suscitato forte attenzione nella comunità e nelle istituzioni.
Secondo quanto emerso, il giovane sanitario, che si trovava alla manifestazione insieme a tre amici, sarebbe stato coinvolto in una violenta colluttazione nata per motivi ritenuti futili. L'aggressione avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: il medico avrebbe riportato diversi traumi e sarebbe stato colpito anche con un bastone.
Determinante, secondo le ricostruzioni, l'intervento della Polizia Locale di Campli, che è riuscita a interrompere l'aggressione e a mettere in sicurezza la vittima. Sul caso stanno lavorando anche i militari dell'Arma dei Carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Sull'episodio è intervenuto il sindaco di Campli, Federico Agostinelli:
"La violenza non è rappresentanza di alcuna amministrazione democratica. La condanna della comunità di Campli deve essere forte e decisa. Al netto delle indagini in corso e delle eventuali denunce delle parti, desidero esprimere il mio orgoglio per la professionalità dimostrata dalla Polizia Locale di Campli e dal suo comandante, che hanno confermato come la sicurezza e l'incolumità delle persone siano al centro di un territorio sano, sia dal punto di vista etico che morale. Un ringraziamento va, come sempre, anche ai militari della Stazione dei Carabinieri. Alla vittima esprimiamo la nostra totale vicinanza. Sono certo che anche l'organizzazione della Storica Sagra abbia manifestato la propria solidarietà a chi è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari".
Le verifiche investigative proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità. Nel frattempo, dalle istituzioni arriva un messaggio netto: episodi di violenza non possono trovare spazio in una manifestazione che da anni rappresenta un momento di festa, tradizione e aggregazione per l'intero territorio.