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Reportage

Abruzzo, ricostruzione post sisma: avanzano i cantieri, ma in tanti paesi il tempo si è fermato - Il caso Colleatterrato

Accanto a esempi di ricostruzione efficiente emergono anche segni di un vero e proprio dissolvimento dello Stato: le immagini

Due immagini di Colleatterrato, nel comune di Teramo
Due immagini di Colleatterrato, nel comune di Teramo
di Giancarlo Falconi
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Nel 2025 la ricostruzione post-sisma in Abruzzo del 2016 registra progressi rilevanti, anche se parlare di “progressi significativi” a quasi dieci anni dalla tragedia lascia spazio a un’amara riflessione.

A maggio 2025 risultano presentate oltre 34.000 richieste di contributi privati per un totale di 15,8 miliardi di euro: quasi 11 miliardi sono stati concessi e più di 7 miliardi già liquidati. Sul fronte pubblico, il 95% dei 3.509 interventi programmati — per un valore complessivo di 4,2 miliardi — risulta avviato, mentre il 28% è in fase di lavorazione o già completato. Si registrano inoltre segnali positivi sul fronte economico, con stime di migliaia di nuovi posti di lavoro e un impatto favorevole sul Pil, pur in presenza di criticità persistenti come la ricostruzione dei centri storici e la gestione dei fondi.

Dati chiave (aggiornamento 2025)

Ricostruzione privata:

  • Richieste: 34.148 (al 31 maggio 2025)
  • Importo richiesto: oltre 15,8 miliardi di euro
  • Contributi concessi: quasi 11 miliardi di euro
  • Contributi liquidati: oltre 7 miliardi di euro (circa il 63% dei concessi)
  • Andamento: +10% di richieste rispetto al 2024 nei primi cinque mesi del 2025
  • Ricostruzione pubblica:

  • Interventi previsti: 3.509
  • Valore complessivo: 4,2 miliardi di euro
  • Interventi avviati: 95%
  • In lavorazione o completati: 16% in corso, 12% conclusi
  • Il caso Colleatterrato

    Nonostante i segnali incoraggianti, molte aree mostrano ancora scenari immobili dal 24 agosto o dalla fine di ottobre 2016. Quartieri interi restano cristallizzati nel tempo, con edifici pericolanti da abbattere che diventano luoghi di occupazioni abusive e fonte di rischio per i pochi residenti rimasti.

    Siamo andati a Colleatterrato, nel comune di Teramo, dove accanto a esempi di ricostruzione efficiente emergono anche segni di un vero e proprio dissolvimento dello Stato. Dove oltre al problema economico di una mancata ricostruzione, insiste il problema della sicurezza sociale. 

    Il sopralluogo del nostro giornalista Giancarlo Falconi