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L'episodio

A volto scoperto, ferito, senza arretrare: l’abruzzese Angelo De Simone, il dirigente di Corcumello diventato il simbolo degli scontri di Milano

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condiviso sui social la fotografia del dirigente ferito, accompagnandola con parole di apprezzamento

Angelo De Simone, ferito
Angelo De Simone, ferito
di Tito Di Persio
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L'AQUILA. È abruzzese, la sua immagine ha fatto il giro di tutte le tv italiane e anche dei media internazionali. Angelo De Simone, primo dirigente della Polizia di Stato e responsabile del commissariato Garibaldi-Venezia, è nato a Corcumello, frazione di Capistrello, e a Milano è diventato il volto di una giornata di tensione.

Colpito alla testa da un sampietrino durante gli scontri in piazza Duomo, dove guidava il servizio di ordine pubblico, ha riportato una ferita alla fronte chiusa poi con quattro punti di sutura. Prima delle cure, però, c’è stato il lavoro: con il sangue che gli scorreva sul viso, De Simone è rimasto al suo posto per coordinare gli agenti impegnati a contenere la situazione.

Solo in un secondo momento è stato accompagnato in ospedale e già il giorno dopo era di nuovo in servizio. Le telecamere dell’agenzia Agtw lo hanno ripreso in un momento di pausa, mentre attendeva l’arrivo dei soccorsi e delle volanti.

Rivolto ai cronisti, ha chiesto: «Si può considerare tentato omicidio? Un sampietrino in testa». Il corteo era stato organizzato contro il carovita, ma in diverse zone del centro la protesta è degenerata in scontri, danneggiamenti e incendi, con feriti sia tra le forze dell’ordine sia tra i manifestanti.

L’episodio ha avuto un’eco nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condiviso sui social la fotografia del dirigente ferito, accompagnandola con parole di apprezzamento: «A volto scoperto, ferito, senza arretrare». E ancora: «Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto».