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di Redazione L'Aquila

VENAROTTA. Ritmo, qualità e fisicità dell’Atletico Ascoli fanno la differenza contro un Lanciano che continua a scontare assenze pesanti e, forse, anche uno stato di forma che non è dei più brillanti. Alle assenze si aggiunge la mancanza di soluzioni tattiche alternative per ovviare alla convalescenza di Santirocco al centro dell’attacco, dove Kyeremateng si conferma purtroppo inadeguato. I cinque gol possono essere una punizione eccessiva, ma i rossoneri hanno fatto davvero poco per non uscire sconfitti dal comunale di Venarotta. E non può essere un alibi l’uomo in meno dal 20’, visto che in novanta minuti, in nessun modo, il Lanciano ha mai impensierito i bianconeri.
Lanciano subito in difficoltà
Che partita sarà si vede fin dall’inizio tutt’altro che ben augurante. Meno di due minuti e Minicucci è lasciato libero di bucare la difesa frentana sulla fascia sinistra: affonda e mette al centro il pallone sul quale Pirini non si avventa e nessuno mette il piede, e così Maio è libero di sbloccare il risultato. Tre giri di lancette e Visani perde la palla che permette a Minicucci di andare a concludere, Pirini para e Zagari toglie dai piedi di Minicucci la ribattuta. I rossoneri non reagiscono, ma fortunatamente Pesoli, ingenuamente, tocca il piede di Barlafante che sta entrando in area: Di Palma indica il dischetto e Kyeremateng appoggia la palla sulla destra di Zagaglia che invece si adagia sulla sua sinistra.
Rossoneri in dieci
Il Lanciano comunque non è in giornata. Come se non bastasse, dopo 20 minuti i frentani restano anche in dieci: Barone sgomita con Maio, lanciato a rete ma ancora lontano dalla porta, e per l’arbitro è cartellino rosso. Pierantoni corre ai ripari arretrando Luca Verna sulla linea difensiva. Il Lanciano bada soprattutto a non prenderle. E ci riesce a fatica: la squadra barcolla, soffre la pressione sulle fasce e si fa trovare spesso impreparata sugli inserimenti centrali dei bianconeri. Al 33’ i frentani rischiano grosso due volte in meno di un minuto: prima Muro ispira Guadalupi che conclude debolmente e Pirini para; sull’impostazione immediatamente successiva D’Eramo perde la palla e sviluppa l’azione concretizzata con un retropassaggio per Guadalupi che fa la barba al palo alla destra di Pirini.
Ascolani con la partita in pugno
I padroni di casa fanno la partita e chiudono sulla difensiva i rossoneri, che difettano nelle marcature in area e nei duelli negli spazi stretti. In uno di questi, a un tiro di schioppo dal riposo, l’Atletico torna avanti: Minicucci dal limite, quasi sul fondo, serve Muro che controlla e dall’angolo dell’area piccola trafigge Pirini in diagonale. Nella ripresa l’ingresso di Palmucci per Barlafante dà più sostanza al centrocampo, il 4-1-3-1 diventa 4-4-1, ma pesa sempre la leggerezza negli ultimi metri, dove Kyeremateng non riesce proprio ad essere un punto di riferimento. L’Atletico invece dà subito l’impressione di voler chiudere la partita e fa pesare tutta la sua fisicità. Al 10’ i marchigiani vanno vicini al tris: Pirini è incerto nell’uscita, allora Maio gli prende il tempo, avanza e da distanza ravvicinata costringe il portiere alla deviazione in angolo. Il gol arriva però al 15’: Maio sbilancia Visani con una spallata, e mentre mezzo Lanciano protesta Minicucci va a segnare.
Naufragio rossonero
A metà ripresa Pierantoni si gioca la carta Santirocco, che prende il posto di D’Eramo, si sistema al centro dell’attacco e fa spostare Kyeremateng a sinistra. Di impensierire i marchigiani però non c’è proprio verso. Le occasioni da rete continuano a vedersi tutte dalle parti di Pirini, che alterna colpevoli incertezze e interventi risolutivi tra i pali. Particolarmente degna di nota è la botta di Muro dal limite al 30’, respinta da Pirini con Guadalupi, dal limite, che di prima intenzione mette di poco a lato. Due minuti dopo Pirini d’istinto dice di no a Bianchimano, che da due passi devia di testa un corner. Al 39’ altra bella parata di Pirini su Bianchimano, ma sulla respinta c’è Mordini pronto a mettere in rete. Il portiere rossonero mostra ancora tutti i suoi limiti fuori dai pali nel recupero: non esce su Muro nonostante sembri avvantaggiato, e Muro non si fa pregare per spingere la palla in rete da due passi. Finisce con una cinquina pesante ma, al di là del risultato, con una prestazione che non è un buon viatico per i prossimi impegni.
Abruzzo Daily top player
Da Luca Verna ci si aspettavano grandi cose, ma nel ruolo di centrocampista, a lui più congeniale, aveva offerto finora prestazioni altalenanti. Quando il Lanciano resta in dieci ed è costretto a fare di necessità virtù da difensore centrale, nel naufragio generale, paradossalmente, se la cava di mestiere al centro di una retroguardia che per il resto fa acqua un po’ dappertutto.
ATLETICO ASCOLI (3-5-2): Zagaglia 6; Mazzarani 6, Nonni 6.5, Pesoli 6; De Amicis 6.5 (28’ st Lubrano 6), Guadalupi 6.5 (35’ st Arioli sv), Vecchiarello 6, Muro 7, Invernizzi 6.5 (12’ st Mordini 6); Minicucci 7 (26’ st Caiazza 6), Maio 7 (21’ st Biachimano 6.5). A disposizione: Casadei, Coppola, Maiga, Alidori. Allenatore: Seccardini
. LANCIANO (4-2-3-1): Pirini 5.5; Braccia 5.5, Zagari 5.5, Barone 5.5, Visani 5 (16’ st Becchetti 6); L. Verna 6.5, C. Verna 6; Barlafante 6 (1’ st Palmucci 6), D’Eramo 5 (24’ st Santirocco 6), Pinzi 5.5 (16’ st Turella 5.5); Kyeremateng 5 (33’ st De Giosa 6). A disposizione: Butano, Guaglianone, Salerno, Antenucci. Allenatore: Pierantoni.
ARBITRO: Di Palma di Cassino.
RETI: 2’ pt Maio, 9’ pt Kyeremateng (rigore), 45’ pt Muro, 15’ st Minicucci, 39’ st Mordini, 46’ st Muro.
NOTE: 19’ pt espulso Barone per fallo da ultimo uomo; ammoniti Guadalupi, Vecchiarello; angoli 4-1; recupero 2’ pt 3’ st; 397 paganti in gran parte ospiti.