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La storia

Vincenzo Fiorillo, l'ex bandiera del Pescara gioca a pochi giorni dalla morte del padre ed è decisivo in una storica vittoria

Il portiere classe 1990, dal 2014 al 2021 col Delfino, ha giocato con la sua Carrarese ed è stato fra i migliori in campo nell'impresa di Avellino: qualche giorno prima la morte del padre. A fine partita il commovente abbraccio coi compagni

Il portiere Fiorillo
Il portiere Fiorillo
di Luca Barbieri
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PESCARA. Oltre 200 presenze con la maglia del Delfino: dal 2014 al 2021. Servono i freddi numeri a delineare i contorni di una bandiera nel calcio moderno? Perché questo, per il Pescara, rappresenta il portiere Vincenzo Fiorillo: simbolo, bandiera. Oggi il 36enne è il secondo estremo difensore della Carrarese, squadra toscana di Serie B. 

Il giocatore

Freddi numeri che però da soli non bastano a restituire complessivamente quel rapporto speciale tra il portiere nato a Genova e la tifoseria biancazzurra: perché d’altronde, parafrasando Francesco De Gregori, “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…”. 

Tante, tantissime presenze. Ma soprattutto cuore, coraggio e professionalità. Elementi che ritroviamo nella storia da copertina dell’ultima giornata di campionato di B.

E proprio l’ultimo turno della cadetteria, amaro per i colori del Delfino con la sconfitta interna con il Modena, ha visto l’ex portiere di Livorno, Salernitana e Reggina - dall’anno scorso all’ombra delle cave di marmo - fra i protagonisti assoluti: in campo, certo, ma non solo. Vediamo perché.

La storia: cosa è successo

Sabato scorso, 17 gennaio, nel match Avellino-Carrarese, concluso con la vittoria in rimonta dei toscani (1-2), fra i pali dei giallo-azzurri dal primo minuto ecco Fiorillo, appunto. Che c’è di strano, si dirà. Riavvolgiamo allora il nastro.

Nella settimana del suo 36esimo compleanno, Fiorillo ha perso il papà, Silvio. A pochi, pochissimi giorni dal lutto la sua Carrarese gioca ad Avellino, come detto: match cruciale per la corsa salvezza. C’è di più, tuttavia: il primo portiere azzurro, Marco Bleve, è infortunato. Non ce la fa e in porta, allora, va lui: Vincenzo Fiorillo, a pochissimi giorni dalla morte del padre. Professionalità, senso di responsabilità, cuore e dolore. E arriviamo all'epilogo.

La sua Carrarese vince - in rimonta - e lui fa almeno un paio di parate decisive, di quelle che salvano il risultato regalando così ai toscani una vittoria preziosa per la classifica e dal sapore dell'impresa: la Carrarese, infatti, non vinceva due partite di fila in Serie B dalla stagione 1947-1948.

L'abbraccio

Il finale di gara è da brividi: al triplice fischio tutti i compagni e l’allenatore corrono ad abbracciarlo. I tifosi intonano il coro con il suo nome. «Ci tengo a dedicare interamente questa vittoria a Vincenzo Fiorillo, che ha vissuto una settimana estremamente complicata e che si è trovato costretto a scendere in campo oggi, considerato l’infortunio di Bleve, dimostrando una professionalità esemplare», dirà poi a fine gara l’allenatore della Carrarese, Antonio Calabro.