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Il caso

Topi in via San Rocco a Silvi, i residenti diffidano il Comune: rischio anche per gli alunni della scuola

Al rientro dal lavoro la scoperta choc il 23 settembre. Coinvolta anche la Asl di Teramo, chiesta una bonifica complessiva e riservata l'azione per il risarcimento dei danni

La zona della denuncia
La zona della denuncia
di Giancarlo Falconi
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SILVI – Un topo morto ritrovato dentro casa, un'area verde indicata come scarsamente mantenuta, la vicinanza di una scuola e una situazione che, secondo i residenti, si trascina ormai da tempo. La vicenda di via San Rocco a Silvi arriva ora sul tavolo del Comune e della Asl di Teramo attraverso una formale diffida e messa in mora. A firmare gli atti sono due residenti della zona, proprietari dell'immobile confinante con l'area verde di pertinenza scolastica che, secondo quanto riportato nella documentazione trasmessa agli enti, verserebbe in condizioni di abbandono e insufficiente manutenzione.

Il topo morto in casa

Il punto di maggiore allarme risale al 23 settembre. Al rientro dal lavoro, i due residenti avrebbero trovato all'interno della propria abitazione un topo morto. Un episodio che, sostengono, non sarebbe isolato, considerando le precedenti segnalazioni sulla presenza di roditori e sulle condizioni dell'area.

L'intervento giudicato insufficiente

La situazione era stata già portata all'attenzione della vice sindaca Luciana Di Marco. Secondo quanto ricostruito nella diffida, dopo una precedente segnalazione il Comune avrebbe inviato alcuni operai per collocare trappole per topi. Un intervento giudicato dai residenti insufficiente perché non avrebbe affrontato, a loro avviso, la causa principale del problema: lo stato del verde, la vegetazione incolta e la necessità di una bonifica complessiva.

Le contestazioni sulla derattizzazione

La documentazione contiene anche osservazioni sulle modalità con cui sarebbero stati effettuati alcuni interventi di derattizzazione. In una delle comunicazioni vengono sollevate contestazioni relative agli erogatori di esche rodenticide, alla cartellonistica e alle informazioni sui prodotti utilizzati. Si tratta di rilievi formulati dai firmatari della diffida sui quali dovrà eventualmente pronunciarsi il Comune di Silvi. Il cuore della richiesta resta comunque molto concreto: derattizzazione e disinfestazione dell'area, sfalcio e pulizia, rimozione dei possibili fattori di richiamo per i roditori e soprattutto l'attivazione di una manutenzione periodica che eviti il ripetersi della situazione.

Il rischio per la scuola

Particolare attenzione viene riservata alla vicinanza della scuola. Nella diffida si parla infatti di un possibile rischio per la salute pubblica non soltanto per i residenti, ma anche per gli alunni dell'istituto confinante, richiamando le patologie potenzialmente associate alla presenza di roditori. Proprio per questo motivo è stata coinvolta anche la Asl di Teramo – Servizio Igiene e Sanità Pubblica, alla quale viene chiesto di effettuare con sollecitudine un sopralluogo nell'area, verificare le condizioni igienico-sanitarie e accertare la conformità degli interventi effettuati, adottando eventualmente i provvedimenti ritenuti necessari a tutela della salute pubblica.

La richiesta danni

I residenti hanno inoltre formalizzato una riserva di richiesta danni nei confronti del Comune di Silvi e di eventuali altri soggetti ritenuti responsabili. Tra le voci indicate figurano le spese per la sanificazione e la disinfestazione dell'abitazione, il danno non patrimoniale legato al disagio, al turbamento e allo stress subiti, oltre agli eventuali pregiudizi derivanti dall'esposizione ai roditori.

L'avvertenza finale

La diffida contiene anche un'avvertenza precisa: qualora trascorrano inutilmente i termini indicati senza un intervento ritenuto adeguato, i firmatari annunciano l'intenzione di tutelare i propri diritti nelle sedi competenti, comprese quelle civili e amministrative, oltre a rivolgersi alle autorità sanitarie e agli organi di controllo. La comunicazione viene espressamente indicata anche come atto di costituzione in mora ai sensi dell'articolo 1219 del Codice civile. Adesso la questione non riguarda più soltanto la presenza di qualche roditore. Riguarda la manutenzione di uno spazio pubblico collocato tra abitazioni e scuola, la prevenzione sanitaria e la capacità di intervenire prima che una segnalazione diventi un'emergenza. La risposta attesa dai residenti non è più una misura provvisoria, ma una bonifica vera e una gestione dell'area che impedisca al problema di tornare.