Il disastro
Rigopiano, l’assoluzione definitiva di Ilario Lacchetta: come ha reagito l'ex sindaco di Farindola
di Luca Di Renzo

PESCARA. La situazione nell’area perimetrale dell’Ospedale Civile di Pescara "ha superato ogni limite di tollerabilità. Non si tratta più solo di degrado urbano, ma di una vera e propria emergenza sicurezza che colpisce i cittadini più fragili e, in modo sistematico, le lavoratrici e le utenti della struttura".
A lanciare un grido d’allarme carico di preoccupazione è Mauro Renzetti, presidente del Comitato Pescara Fortis, che interviene con la doppia veste di rappresentante civico e sindacale: "Siamo nel 2026 ed è semplicemente inaccettabile, oltre che umiliante, che una donna debba provare un senso di angoscia e guardarsi continuamente alle spalle solo per andare a recuperare la propria auto dopo un turno di lavoro o una visita medica - dichiara con forza Renzetti. - Non possiamo rassegnarci all’idea che la libertà di movimento e l’incolumità personale siano messe a rischio dall’assedio costante di molestatori e parcheggiatori abusivi che presidiano l'area come fosse territorio loro".
Medici, infermieri e familiari di pazienti si ritrovano immersi in un clima di intimidazione e prepotenza: "il turno di notte o il rientro serale sono diventati momenti di pura ansia. Molte operatrici sanitarie ci segnalano di essere costrette a uscire in gruppo o di dover chiedere 'scorte' improvvisate ai colleghi per raggiungere i parcheggi. È una sconfitta della civiltà: nel 2026 la sicurezza non può essere una speranza legata alla fortuna, deve essere una certezza garantita, specialmente in un luogo deputato alla cura e all'assistenza".
Il presidente di Pescara Fortis punta il dito contro il fenomeno della questua molesta ormai degenerata in forme di estorsione: "Se l’automobilista non paga la 'tassa' illegale, scattano insulti, minacce e atteggiamenti aggressivi che feriscono la dignità e minano la serenità. Questa percezione del rischio è altissima e inaccettabile. Chi si reca in ospedale è spesso già in una condizione di fragilità emotiva; non può e non deve subire anche questo assedio".
Per superare l'attuale stallo, Renzetti propone una strategia di controllo radicalmente diversa: "Non possiamo più permetterci di ragionare a compartimenti stagni. Esiste una 'zona grigia', un limbo pericoloso tra il parcheggio esterno e l’ingresso dei reparti, dove l'illegalità prolifera indisturbata. È indispensabile un coordinamento reale, fisico e immediato tra le Forze dell’Ordine che pattugliano l'esterno e il personale addetto alla sicurezza interna. Serve un cordone di sicurezza unico: chi vigila fuori deve dialogare in tempo reale con chi presidia l'interno".
"Come Pescara Fortis e come rappresentante dei lavoratori - conclude Renzetti - chiedo alle istituzioni, alla Prefettura e alla dirigenza sanitaria di sedersi immediatamente allo stesso tavolo. Bisogna mappare i 'punti bui' e garantire una presenza deterrente fissa, non sporadica. La sicurezza non inizia sulla soglia del reparto: deve proteggere chiunque si muova nel perimetro ospedaliero. Il tempo delle parole è scaduto: la paura delle donne e dei lavoratori è reale e richiede risposte oggi, non domani