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La denuncia

Silvi, 17enne disabile picchiato e gettato nel cassonetto. Il padre: «È bullismo che devasta». Lo sfogo verso chi è rimasto indifferente

L'episodio è successo una decina di giorni fa: in un video sui social il racconto dell'uomo e l'appello a famiglie e forze dell'ordine

A sinistra il padre del ragazzino
A sinistra il padre del ragazzino
di Redazione Teramo
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TERAMO. «Mio figlio disabile preso a pugni, calci. Poi bastonato e gettato per ben due volte nel cassonetto dell'immondizia». È il racconto-choc che un padre di un 17enne di Silvi ha deciso di pubblicare sui social (il video in fondo all'articolo). Un racconto che impressiona per la crudeltà e la violenza.

L'aggressione choc

«Ho atteso dieci giorni prima di fare questo video perché non volevo farmi guidare dalla rabbia e dallo schifo che provo. Ho cercato quindi di razionalizzare per quello che è possibile razionalizzare. Mio figlio è disabile, ha fatto un lungo percorso per conquistarsi quel poco di autonomia per avere una sua socialità autonoma, per farsi degli amici, per poter uscire qualche oretta in libertà e in sicurezza. Dieci giorni fa mio figlio è stato preso a calci e pugni, bastonato e buttato per ben due volte nel cesto dell'immondizia».

Il padre evidenzia la gravità del fenomeno: non si tratta di “ragazzate”, ma di atti di bullismo che causano danni fisici e psicologici significativi, amplificati quando la vittima ha disabilità. Invita tutte le famiglie e i ragazzi a non avere paura di denunciare episodi simili, rompendo il muro di omertà e silenzio che troppo spesso circonda queste vicende. 

Chi ha aiutato il 17enne

«Queste cose hanno un nome ben preciso: bullismo. Un bullismo della peggior specie, quello fatto spesso in gruppo, quando si prende di mira una persona e ci si diverte con quella persona, indipendentemente adesso dal discorso di disabilità o meno. Il fatto che sia disabile aggrava la cosa. Fortunatamente quel giorno c'è stata una persona che ha avuto il coraggio di non girarsi dall'altra parte, ha avuto il coraggio di chiamare all'ordine quei ragazzi e soprattutto ha avuto il coraggio di chiamare le forze dell'ordine.  Volevo conoscerla per dirgli grazie. Grazie per non esserti girata dall'altra parte perché nonostante la paura, perché è quella che domina la maggior parte della società, ha avuto il coraggio di fare la cosa giusta, di non piegarsi a certe dinamiche. E che tristezza sapere che c'erano altre persone adulte in quel momento in piazza e nessuno è intervenuto, anzi qualcuno si è permesso anche di dire a questa persona. che cercava di stoppare il pestaggio, di "farsi gli affari propri"».

L'appello del padre

Nel suo intervento, inoltre, l’uomo lancia inoltre un appello alle autorità locali e nazionali affinché il problema del bullismo e delle violenze giovanili sia maggiormente monitorato e contrastato, con controlli e interventi tempestivi, affinché nessuno debba più subire in silenzio.

Il video sui social