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Il caso

Pescara, svolta nell’inchiesta Zappone: cinque indagati per la morte del 29enne

Le indagini della Procura si chiudono con accuse di lesioni aggravate e favoreggiamento: ricostruita la dinamica della tragica notte del 3 giugno.

Pescara, svolta nell’inchiesta Zappone: cinque indagati per la morte del 29enne
di Luca Di Renzo
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PESCARA. ​Si sono concluse le indagini preliminari relative alla tragica scomparsa di Riccardo Zappone, il giovane di 29 anni deceduto a Pescara lo scorso 3 giugno 2025. Il sostituto procuratore ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a cinque persone, delineando un quadro accusatorio che distingue tra la partecipazione attiva all'aggressione e i presunti tentativi di depistaggio messi in atto nelle ore successive ai fatti.

La ricostruzione

​Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i principali responsabili dell'accaduto sarebbero i fratelli Paolo ed Angelo De Luca, insieme a Daniele Giorgini, genero di quest'ultimo. Per i tre l'accusa ipotizzata è quella di lesioni aggravate. L'aggressione sarebbe scaturita in seguito a una lite concitata, durante la quale Riccardo Zappone avrebbe subito colpi rivelatisi poi fatali o comunque determinanti nel precipitare degli eventi che hanno portato al suo decesso.

Registro degli indagati

​Parallelamente, la magistratura ha iscritto nel registro degli indagati anche Marco Baldacci e Antonio Bressini. La loro posizione è tuttavia differente: i due devono rispondere del reato di favoreggiamento. Secondo l'impianto accusatorio, Baldacci e Bressini avrebbero fornito una versione parziale e di comodo durante gli interrogatori, focalizzando le proprie dichiarazioni esclusivamente sulla condotta molesta di Zappone nel tentativo di giustificare o sminuire la reazione degli aggressori, omettendo dettagli fondamentali sulla violenza subita dal giovane.

Rilievi tecnici

​L'inchiesta si è avvalsa di rilievi tecnici e testimonianze che hanno permesso di cristallizzare le responsabilità individuali in quella che doveva essere una serata ordinaria e si è trasformata in tragedia. Con la chiusura di questa fase, la parola passa ora alle difese, mentre la città di Pescara attende risposte definitive sulla morte di un ragazzo la cui fine ha profondamente scosso l'opinione pubblica locale.

 

 

Luca Di Renzo