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Pescara, proroga Auditorium Flaiano: polemica M5S sui 90mila euro e sui debiti dell’Ente Manifestazioni Pescaresi

Il punto più grave, secondo il Movimento 5 Stelle, rimane la situazione debitoria mai definitivamente chiarita

Pescara, proroga Auditorium Flaiano: polemica M5S sui 90mila euro e sui debiti dell’Ente Manifestazioni Pescaresi
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Mentre la città si prepara a tornare al voto in 23 sezioni annullate dal Consiglio di Stato, e mentre il Comune opera ancora in regime di esercizio provvisorio senza bilancio approvato, la Giunta Masci approva la delibera n. 89 del 10 febbraio 2026 con cui proroga fino al 31 dicembre 2026 la convenzione per la gestione dell’Auditorium Flaiano all’Ente Manifestazioni Pescaresi e impegna 90.000 euro per l’annualità in corso. Una scelta che solleva interrogativi politici e amministrativi pesantissimi.

«La convenzione in essere, che era in scadenza al 31 dicembre 2025, viene prorogata per un altro anno intero 'fino alla definizione del progetto di riordino del sistema museale e culturale della città', progetto che ad oggi non è stato mai chiarito né discusso in Consiglio Comunale. Nel frattempo - commenta il capogruppo M5S Paolo Sola - il Comune continua ad operare in esercizio provvisorio, come espressamente richiamato nella stessa delibera. Siamo in una fase istituzionale delicatissima, non in una situazione ordinaria. E proprio in questo momento la Giunta sceglie di assumere decisioni programmatiche e di impegnare risorse pubbliche fino a fine 2026, andando ben oltre la gestione in dodicesimi e oltre il principio di prudenza che dovrebbe caratterizzare una fase pre-elettorale così anomala. Non stiamo parlando di una semplice spesa tecnica - prosegue Sola - parliamo della proroga di una convenzione che comporta la gestione dell’Auditorium Flaiano e l’accollo di costi strutturali, come le utenze a carico del Comune, in un quadro finanziario che non è stato ancora definito con l’approvazione del bilancio».

Ma il punto più grave, secondo il Movimento 5 Stelle, rimane la situazione debitoria mai definitivamente chiarita.

«Prima di impegnare ulteriori 90 mila euro per 'consentire l'avvio delle attività del 2026', la maggioranza avrebbe dovuto chiarire definitivamente il quadro dei debiti pregressi e delle esposizioni ancora aperte di un ente di cui è ufficialmente socio. Senza questa trasparenza - spiega Sola - il rischio concreto è che quelle risorse non rappresentino un reale sostegno all’avvio della stagione culturale 2026, ma diventino somme aggredibili da creditori ancora insoddisfatti, a causa di una gestione del passato che definire opaca è un eufemismo. Esistono ancora pendenze e situazioni debitorie irrisolte, con fornitori e soprattutto artisti e compagnie che hanno lavorato e rimangono ancora in attesa dei propri compensi, e prima di impegnare nuove risorse pubbliche sarebbe prioritario comprendere come risanare gli errori gestionali precedenti».

È sul metodo che, quindi, il Movimento 5 Stelle attacca la maggioranza di centrodestra.

«La cultura non può diventare terreno di gestione elettorale. In una fase in cui la legittimazione politica è oggettivamente in discussione, serviva prudenza, condivisione, chiarezza sui conti e un passaggio consiliare serio sull'intero modello culturale della città - conclude Paolo Sola - non annunci e distribuzione di risorse in piena campagna elettorale».