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Tribunale

Scuola, sentenza storica a Pescara: risarcito docente di religione per abuso di contratti a termine

Il caso apre ufficialmente la strada a nuovi ricorsi per il personale che attende da anni la stabilizzazione o il giusto riconoscimento economico per i servizi prestati

Scuola, sentenza storica a Pescara: risarcito docente di religione per abuso di contratti a termine
di Luca Di Renzo
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PESCARA. ​Il Tribunale del Lavoro di Pescara ha emesso una sentenza storica a favore di un docente di religione cattolica, dichiarando illegittima la reiterazione dei contratti a termine.

Il giudice ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al risarcimento del danno per l’eccessiva durata del precariato.

​Secondo quanto dichiarato da Elisabetta Merico, segretaria generale della Cisl Scuola Abruzzo e Molise, la decisione rappresenta un punto di svolta. Si tratta di una delle prime pronunce di questo genere nel territorio abruzzese, destinata a diventare un riferimento normativo per molti altri insegnanti precari in situazioni simili. L'azione legale, coordinata dalla Cisl Scuola di Pescara con il supporto dell’avvocato Marcello Di Iorio, ha superato tutte le opposizioni dell'amministrazione centrale.

​Il ricorrente riceverà un’indennità pari a 6,5 mensilità dell’ultima retribuzione, per un valore totale che sfiora i 13mila euro, a cui si aggiungeranno interessi e rivalutazione monetaria.

Questa vittoria legale evidenzia l'efficacia della tutela dei diritti contrattuali promossa dalle organizzazioni sindacali contro l'abuso dei contratti a tempo determinato.

​La segreteria provinciale esprime piena soddisfazione, confermando la volontà di “proseguire la battaglia contro l'instabilità lavorativa nel comparto istruzione. Il caso apre ufficialmente la strada a nuovi ricorsi per il personale che attende da anni la stabilizzazione o il giusto riconoscimento economico per i servizi prestati.”