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Il caso

Pescara, scontri No-Vax alla basilica dei Sette Dolori: in aula la testimonianza di don Luca

Il parroco ripercorre i momenti di tensione del 2021: «Fu una protesta esagerata, ma spero nell’assoluzione»

Pescara, scontri No-Vax alla basilica dei Sette Dolori: in aula la testimonianza di don Luca
di Luca Di Renzo
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PESCARA. ​Il clima di tensione che ha segnato il periodo della pandemia è tornato protagonista in un’aula di tribunale a Pescara. Al centro del dibattimento, gli scontri avvenuti domenica 26 settembre 2021 nella basilica Madonna dei Sette Dolori.

Il parroco

Come testimone chiave è stato ascoltato don Luca Di Panfilo, all’epoca dei fatti parroco e rettore del santuario, il quale ha ripercorso i momenti concitati in cui diversi gruppi di manifestanti decisero di contestare le misure anti-Covid proprio all’interno del luogo di culto.

I no-vax

​Secondo quanto riferito dal sacerdote, la situazione precipitò durante la messa della sera, quando la presenza di numerosi fedeli senza mascherina rese necessario l’intervento della polizia.  Don Luca Di Panfilo ha precisato di non aver officiato personalmente quel rito, ma di essersi accertato più volte della situazione, invitando i contestatori a indossare i dispositivi di protezione individuale per rispettare la normativa vigente.

L’attesa per la decisione

​Nonostante la gravità degli episodi, che all’epoca fecero il giro del web attraverso diversi video degli scontri, il parroco ha espresso un desiderio di clemenza: “Spero che oggi si chiuda questa situazione e che vengano assolti”, ha dichiarato in aula, definendo la mobilitazione come una protesta pacifica seppur caratterizzata da un movimento un po’ troppo esagerato legato a una ferma opposizione alle restrizioni dell’epoca.

​Il processo, presieduto dalla giudice Francesca Pizzi, vede alla sbarra sei persone. Le accuse contestate sono pesanti: oltraggio, resistenza e lesioni personali a carico degli agenti della Squadra volante di Pescara intervenuti per sedare i disordini. L'udienza non ha risparmiato momenti di attrito tra il testimone e i collegi difensivi, a conferma di una ferita sociale che, a distanza di anni, fatica ancora a rimarginarsi del tutto.