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La battaglia

Pescara, omicidio Luciani: la nonna avvia l'azione civile per il risarcimento danni

Responsabilità estese anche ai genitori degli altri ragazzi e alla comunità educativa per il delitto del nipote

La nonna
La nonna
di Luca Di Renzo
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PESCARA. La battaglia legale per la tragica scomparsa di Christopher Thomas Luciani si sposta anche in sede civile. La signora Olga Cipriano, nonna del giovane, ha depositato presso il tribunale di Pescara una richiesta di risarcimento danni, estendendo le responsabilità oltre l'ambito penale. L'iniziativa, promossa dai legali della famiglia, non punta il dito solo contro i due minori già a processo per l'omicidio, ma coinvolge un numero più ampio di soggetti.

​Nell'atto di citazione vengono chiamati in causa altri ragazzi che componevano il gruppo presente durante il tragico evento, insieme ai loro genitori, in quanto esercenti la responsabilità genitoriale. Secondo la tesi dei legali, la dinamica dei fatti non sarebbe limitata alle sole condotte omicidiarie, ma includerebbe omissioni e comportamenti di terzi che avrebbero contribuito al verificarsi del delitto.

​Un elemento di rilievo è la chiamata in giudizio della comunità educativa Piccolo Principe, la struttura presso la quale la vittima era inserita. L'azione civile intende verificare se vi siano state mancanze negli obblighi di vigilanza e controllo da parte dell'ente.

​Il procedimento dovrà ora stabilire l'esistenza di responsabilità concorrenti. La famiglia di Christopher Thomas Luciani chiede che venga valutato ogni fattore che ha permesso il concretizzarsi della tragedia in Abruzzo, cercando una verità giudiziaria che abbracci l'intero contesto sociale ed educativo in cui il dramma è maturato.