Controllo
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di Paolo Renzetti

PESCARA. La città di Pescara si stringe attorno ad Alessandro Calista, l'agente della Polizia di Stato rimasto vittima di una brutale aggressione durante i disordini scoppiati a Torino sabato 31 gennaio. Il primo cittadino, Carlo Masci, ha avuto un colloquio telefonico diretto con il poliziotto per sincerarsi delle sue condizioni di salute e per esprimere la vicinanza dell'intera comunità adriatica.
Solidarietà istituzionale e coraggio in divisa
Durante il contatto telefonico, il sindaco ha sottolineato la fermezza e il coraggio dimostrati dal giovane agente, descrivendolo come un esempio di dedizione e senso del dovere. L'aggressione, avvenuta per mano di un gruppo di violenti mentre il poliziotto svolgeva il proprio compito a tutela dell'ordine pubblico, è stata definita dal primo cittadino come «un atto vile che richiede una condanna senza appello».
L'annuncio dell'encomio ufficiale
Il Comune di Pescara ha deciso di trasformare la solidarietà in un gesto concreto. Non appena Alessandro Calista farà rientro a casa, verrà organizzata una cerimonia formale per consegnargli un encomio ufficiale. Questo riconoscimento mira a celebrare l'operato delle forze dell'ordine e a ribadire il primato della legalità contro ogni forma di vandalismo e prepotenza.
Un esempio per le nuove generazioni
Secondo le parole di Carlo Masci, la figura di questo poliziotto rappresenta «un modello positivo per i giovani, un simbolo dello Stato che non arretra di fronte alla violenza. La cittadinanza pescarese, attraverso i suoi rappresentanti, riafferma così il pieno sostegno a chi ogni giorno rischia la vita per la sicurezza collettiva, condannando con determinazione gli episodi di intolleranza che hanno colpito il capoluogo piemontese».