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L'intervento

Pescara, gare clandestine di auto: denunciato un giovane

I carabinieri bloccano la corsa ed evitano anche la fuga rocambolesca dei mezzi

(foto archivio)
(foto archivio)
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Prosegue anche a Pescara, dopo Montesilvano, l’attività dei carabinieri nel frenare il pericoloso fenomeno delle gare clandestine di auto. Diverse segnalazioni da parte dei cittadini erano pervenute alla locale compagnia: rumori e schiamazzi con competizioni fra auto e moto private, con serio pericolo per l’incolumità dei residenti nella zona di via del Circuito.

L’intervento

Anche in questa circostanza, dopo un breve periodo di osservazione del fenomeno, utile per l’individuazione dei responsabili e la di raccolta dei necessari elementi probatori, i militari della compagnia carabinieri di Pescara hanno condotto un nuovo intervento risolutivo. Grazie alla presenza di telecamere nella zona e all’impiego di giovani carabinieri mischiatisi tra il gruppo di giovani, si è riusciti a documentare l’utilizzo di un normale tratto stradale come un circuito improvvisato, con numerose persone radunate per assistere allo spettacolo. Il servizio, predisposto nella tarda serata di sabato 14 marzo, ha visto impegnate autovetture in borghese e con i colori di istituto, idonee ad assicurare un’adeguata cornice di sicurezza. I risultati non sono tardati ad arrivare. 

Allo “start” di partenza, preceduto da manovre spericolate dei partecipanti, si presentano due autovetture di grossa cilindrata. 

La corsa si sviluppa lungo il rettifilo, ma gli ignari piloti non sanno di essere invece monitorati e di conseguenza ignorano la presenza del dispositivo schierato sul posto. Successivamente un’autovettura viene bloccata dalle autoradio dell’Arma che, nella circostanza, riescono a impedire ai partecipanti una fuga rocambolesca.

La denuncia e i filmati

Al termine degli accertamenti svolti dai militari, è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art 9 ter del codice della strada, un 22enne residente in città, con il conseguente sequestro ai fini della confisca (misura che consiste nell’espropriazione forzata e definitiva dell’autovettura da parte dello Stato, legato all’illecito penale o amministrativo) della costosa autovettura, nonché il ritiro della patente di guida.  

Sono tuttora in corso indagini per analizzare i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare di identificare altri partecipanti, nonché esaminare i profili social riconducibili a gruppi che predispongono eventi simili per risalire agli organizzatori di questi raduni illegali.

Cosa si rischia

La partecipazione a corse clandestine e a gare di velocità non autorizzate comporta conseguenze gravi, non limitate a sanzioni pecuniarie per eccesso di velocità. Per tali competizioni su strade pubbliche, senza l’autorizzazione necessaria, le norme del codice della strada prevedono pene severe che vanno da sei mesi a un anno di reclusione e multe che vanno da 5mila a 20mila euro per i partecipanti, oltre alla perdita definitiva del mezzo; mentre gli organizzatori possono affrontare pene da uno a tre anni di reclusione.