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Il caso

Morte di Andrea Costantini: la svolta potrebbe arrivare dall'analisi dello smartphone

Il deposito della copia forense alla Procura di Larino cerca la verità sugli ultimi contatti del macellaio di Penne

Il 38enne scomparso
Il 38enne scomparso
di Redazione Pescara
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PESCARA. La morte di Andrea Costantiniil trentottenne originario di Penne ma trasferitosi a Termoli dal 2014, trovato morto lo scorso 15 settembre nella cella frigorifera del supermercato di Termoli in cui lavorava come macellaio, sembra essere a un punto di svolta investigativa: infatti è stata depositata la copia forense del dispositivo mobile appartenuto alla vittima.

Questo atto tecnico, presentato alla Procura di Larino, rappresenta un punto investigativo fondamentale: i dati digitali estratti dallo smartphone sono ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire minuziosamente la rete di contatti e gli ultimi istanti di vita del trentottenne.

Nonostante il ritrovamento presentasse ferite profonde al torace e segni sul collo, la vicenda era stata inizialmente archiviata come gesto volontario. Una decisione contestata con fermezza dalla compagna e dai familiari, che hanno ottenuto la riapertura del fascicolo.

​Mentre l’istanza per le analisi ambientali sul terreno è stata rigettata, l’attenzione si sposta ora sulla relazione del medico legale. Il professor Cristiano D’Ovidio ha terminato i complessi esami di laboratorio e si appresta a consegnare i risultati dell’autopsia.

Questi esiti, uniti alle evidenze emerse dall’analisi forense dello smartphone, potrebbero fornire le risposte definitive sulle cause del decesso e sulle eventuali responsabilità di terzi, portando finalmente luce sulle zone d’ombra che hanno caratterizzato finora questo tragico episodio.