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Aeroporto di Pescara,: D’Annuntiis: «Nessun tavolo tecnico si è svolto per parlare di servizi bus da e per lo scalo d’Abruzzo»
di Paolo Renzetti

PESCARA. La morte di Andrea Costantini, il trentottenne originario di Penne ma trasferitosi a Termoli dal 2014, trovato morto lo scorso 15 settembre nella cella frigorifera del supermercato di Termoli in cui lavorava come macellaio, sembra essere a un punto di svolta investigativa: infatti è stata depositata la copia forense del dispositivo mobile appartenuto alla vittima.
Questo atto tecnico, presentato alla Procura di Larino, rappresenta un punto investigativo fondamentale: i dati digitali estratti dallo smartphone sono ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire minuziosamente la rete di contatti e gli ultimi istanti di vita del trentottenne.
Nonostante il ritrovamento presentasse ferite profonde al torace e segni sul collo, la vicenda era stata inizialmente archiviata come gesto volontario. Una decisione contestata con fermezza dalla compagna e dai familiari, che hanno ottenuto la riapertura del fascicolo.
Mentre l’istanza per le analisi ambientali sul terreno è stata rigettata, l’attenzione si sposta ora sulla relazione del medico legale. Il professor Cristiano D’Ovidio ha terminato i complessi esami di laboratorio e si appresta a consegnare i risultati dell’autopsia.
Questi esiti, uniti alle evidenze emerse dall’analisi forense dello smartphone, potrebbero fornire le risposte definitive sulle cause del decesso e sulle eventuali responsabilità di terzi, portando finalmente luce sulle zone d’ombra che hanno caratterizzato finora questo tragico episodio.