La scomparsa
Lutto al Comune di Teramo: muore la responsabile della segreteria del sindaco
di Alfredo Giovannozzi

TERAMO. Un reparto che scompare, una telefonata che lascia più domande che risposte. È così che emerge una vicenda che riguarda l’ospedale Mazzini di Teramo e, più in generale, l’accesso alle cure per i pazienti più fragili.
La testimonianza
A raccontarla è un’ex paziente oncologica, ancora inserita in un percorso di controlli periodici. “Mi chiama l’ospedale di Teramo per la visita ginecologica — riferisce — ma mi dicono che lì non si fanno più. Devo scegliere tra Montorio o il consultorio”. Una comunicazione improvvisa, che per chi è in follow-up oncologico non è un dettaglio, ma un passaggio cruciale nella continuità delle cure.
La reazione è immediata: “Hanno davvero eliminato l’ambulatorio di Ginecologia al Mazzini? A questo punto, ha ancora senso parlare di ospedale?”. Una domanda che non resta isolata e che viene rilanciata direttamente ai vertici sanitari.
Le risposte
Il quesito viene infatti posto al direttore sanitario della ASL di Teramo, Maurizio Brucchi, figura chiave anche nella gestione delle liste d’attesa regionali e indicato come prossimo responsabile della sanità abruzzese: l’ambulatorio è stato davvero chiuso oppure si tratta di un errore comunicativo?
Al di là delle risposte ufficiali, resta il nodo centrale: mentre si moltiplicano annunci e progetti sul futuro della sanità territoriale, i cittadini segnalano difficoltà concrete nell’accesso ai servizi essenziali. Più che nuove strutture sulla carta, emerge una richiesta precisa: garantire prestazioni reali, tempestive e accessibili. Perché senza servizi, anche il miglior contenitore rischia di restare vuoto.