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Sanità

Pescara, due donazioni di organi salvano molte vite: il gesto di generosità di due famiglie

Il primo donatore era un uomo di 59 anni di un piccolo centro del pescarese, il secondo un 42enne della provincia di Chieti

Pescara, due donazioni di organi salvano molte vite: il gesto di generosità di due famiglie
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Due storie di grande dolore e allo stesso tempo di grande generosità, riportano al centro l’importanza della donazione degli organi. Nei giorni scorsi all’Ospedale di Pescara sono state infatti portate a termine due procedure di prelievo multiorgano che consentiranno a diversi pazienti in lista d’attesa di ricevere un trapianto.

Il primo donatore era un uomo di 59 anni di un piccolo centro del pescarese, deceduto a causa di una improvvisa e irreversibile emorragia cerebrale. Dopo la certificazione della morte con criteri neurologici, avvenuta il 5 marzo 2026 nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Pescara, la famiglia ha autorizzato la donazione degli organi, compiendo una scelta che – come hanno raccontato i familiari – rispecchiava la volontà espressa più volte in vita dal loro caro. 

Grazie a questo gesto è stato possibile avviare una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto più équipe chirurgiche provenienti da diverse regioni italiane. Nel Blocco Operatorio dell’Ospedale di Pescara, diretto dal Dr. Vincenzo Gargano, sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti con sede a L’Aquila e del Coordinamento Trapianti della ASL di Pescara curato dal Dr. Alessandro Patarchi, sono stati prelevati cuore, polmoni, fegato, reni e cornee. Gli organi sono stati destinati a riceventi in diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Veneto, Sicilia, Abruzzo e Lazio, offrendo a molti pazienti una concreta possibilità di cura e di nuova vita.

Il secondo caso riguarda un uomo di 42 anni della provincia di Chieti, deceduto per le complicanze irreversibili di un arresto cardiaco. Anche in questo caso, nonostante il dolore per la perdita, i familiari hanno scelto di autorizzare la donazione degli organi, nella consapevolezza di rappresentare la volontà del loro caro.

Dopo la certificazione della morte (ai sensi della legge 578 del 1993), avvenuta il 6 marzo 2026, e la successiva valutazione di idoneità coordinata dalla Dr.ssa Silvia Talamazzi, dirigente medico della Rianimazione, sono stati prelevati fegato e reni. Le équipe chirurgiche intervenute provenivano dall’Aquila e da Roma. 

I percorsi di donazione sono stati gestiti dall’équipe della UOC di Terapia Intensiva, Anestesiologia e Terapia del dolore dell’Ospedale di Pescara, diretta dalla Dr.ssa Rosamaria Zocaro, con la responsabile della UOS Rianimazione Dr.ssa Antonella Frattari e la coordinatrice infermieristica Dott.ssa Irene Rosini, hanno seguito con grande attenzione tutte le fasi del percorso. Fondamentale anche il supporto psicologico alle famiglie, assicurato dalla Dott.ssa Alessandra Pagnani.