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Ovindoli, scatta l’ordinanza anti fuoripista: controlli su sci e ciaspole per rischio valanghe
di Pino Veri

PESCARA. Il Mercato Ittico di Pescara torna al centro della bufera: i primi giorni di attività dell'anno nuovo hanno messo in luce la fragilità di un sistema ormai al collasso.
Il blocco improvviso delle stampanti e i malfunzionamenti cronici dell'asta elettronica hanno generato code interminabili e ritardi nelle operazioni di vendita, esasperando gli operatori del settore.
La marineria pescarese lamenta una situazione insostenibile Con il rientro delle imbarcazioni, i tempi di gestione del pescato si sono dilatati a dismisura, rendendo difficile la distribuzione del prodotto ai commercianti e ai mercati locali.
Gli armatori denunciano errori nelle fatturazioni e un'inefficienza gestionale che mette a rischio la freschezza della merce e la competitività dell'intero comparto.
L'amministrazione di Pescara è sotto pressione
La soluzione definitiva sembra essere legata al trasferimento nella nuova sede, ma i tempi tecnici continuano a slittare, alimentando il malcontento.
Il Partito Democratico e le opposizioni chiedono chiarimenti immediati in aula, definendo l'attuale situazione come una delle crisi più gravi degli ultimi vent'anni per il settore.
Senza un intervento risolutivo, i lavoratori del mare minacciano azioni di protesta eclatanti. La richiesta è chiara: garanzie sull'efficienza degli impianti e una data certa per l'inaugurazione della struttura moderna, onde impedire che il cuore economico della città affondi a causa della burocrazia e dei guasti tecnici.