Serie D
Il Teramo sbanca Castelfidardo, vittoria costruita con pazienza e lucidità. Derby: la promessa di Pomante
di Jacopo Forcella

TERAMO. Un’altra chiamata alle forze dell’ordine. Un’altra fuga dalla stazione di Teramo. Un altro intervento, questa volta da parte degli agenti della volante della Questura. La scena è sempre la stessa, identica, ripetitiva, degna di un interminabile “giorno della marmotta” che sembra non finire mai.
Tra alcol, minacce e fughe
Ubriachi, urla, minacce e il solito fuggi fuggi generale di chi aveva avuto la malsana idea di acquistare un biglietto o semplicemente di transitare da quella zona. Un contesto ormai fuori controllo, dove il disagio è diventato la normalità e l’emergenza una costante.
La sala d’attesa trasformata in rifugio
Le Ferrovie non intendono spostare il presidio h24 e, di conseguenza, non è possibile chiudere la vecchia sala d’attesa. Uno spazio che, di fatto, si è trasformato in un improvvisato bed & breakfast per spacciatori, alcolizzati e persone senza fissa dimora. Ma soprattutto in un ritrovo di soggetti molesti e spesso violenti.
La libertà limitata di cittadini e viaggiatori
La domanda resta sempre la stessa: perché i cittadini e i viaggiatori devono essere limitati nella loro libertà? Perché un intero quartiere è costretto, di fatto, a vivere sotto una sorta di coprifuoco non dichiarato?
Un problema che attende risposte
La stazione, che dovrebbe essere luogo di passaggio e accoglienza, continua invece a essere simbolo di degrado e insicurezza. E mentre gli interventi delle forze dell’ordine si susseguono, la sensazione è che il problema resti lì, irrisolto, in attesa di una soluzione strutturale che ancora non arriva.