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Giustizia

Referendum riforma Nordio, a Pescara il Comitato del “No”: «Indebolisce la magistratura»

Il coordinamento: «La separazione delle carriere è solo uno slogan»

Referendum riforma Nordio, a Pescara il Comitato del “No”: «Indebolisce la magistratura»
di Paolo Renzetti
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PESCARA. Presentata a Pescara la posizione dell’articolazione "Comitato Giusto Dire No Referendum Riforma Nordio". L’aula Alessandrini del Palazzo di Giustizia ha ospitato voci autorevoli.«

Nel corso della conferenza hanno parlato tra gli altri il Procuratore della Repubblica di Pescara Giuseppe Bellelli che ha spiegato come «a me piace chiamarla controriforma perché parliamo di una riforma peggiorativa rispetto all’assetto costituzionale uscito ottant’anni fa dall’Assemblea Costituente. É una modifica che con il pretesto della separazione delle carriere che c’è già ed è in atto nel nostro ordinamento va a mutare gli assetti e i rapporti tra magistratura, pubblici ministeri e giudici nel sistema complessivo, indebolendo la giurisdizione e creando un Consiglio Superiore della Magistratura sorteggiato e un diventerà così un Consiglio inferiore della Magistratura con il chiaro scopo di umiliare la magistratura stessa e così si crea una distinzione tra due Consigli Superiori con la tendenza di allontanare il pubblico ministero dalla giurisdizione ovvero come organo di giustizia imparziale che deve tendere alla ricerca della verità».

Il presidente dell’Anm Abruzzo Virginia Scalera ha poi affermato che «la riforma comporta una rottura del modello costituzionale di magistrato. Quello previsto dai padri costituenti e quello che è a presidio e garanzia dei cittadini e che garantisce che il processo sia quello giusto e che garantisce la separazione dei poteri. La separazione delle carriere riteniamo sia uno slogan e sostanzialmente strumentale e foriero di molti equivoci e che sia un meccanismo che diminuisce le garanzie dei cittadini e di un processo che malauguratamente un cittadino si trova ad affrontare».

Il presidente emerito del Tribunale di Pescara Angelo Bozza ha concluso sostenendo che «al di là della questione della separazione delle carriere che é una questione più formale che reale qui il reale problema è quello di non avere un Csm che non sarebbe più rappresentativo dei magistrati sia essi Pm che giudici divisi in due Csm ma non rappresentativi perché non eletti liberamente come accade dai giudici e dai Pm ma sorteggiati, la dove il potere politico sceglie la sia rosa dei nomi e si fa poi il sorteggio ma la rosa la scelgono loro nella loro parte dei componenti del Csm. Il rischio è quello di una presa eccessiva della politica sugli equilibri della magistratura». 

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