Controllo
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di Paolo Renzetti

PESCARA. A Pescara, oggi 3 settembre, Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha sollevato la questione relativa al futuro del Parco Nazionale della Costa Teatina, chiedendo pubblicamente se un progetto concepito oltre venticinque anni fa sia ancora coerente con le reali esigenze di sviluppo dell'Abruzzo odierno.
L'intervento, firmato dal direttore generale Luigi Di Giosaffatte, giunge in seguito alla recente sentenza del TAR Abruzzo che ha disposto la prosecuzione dell'iter amministrativo per l'istituzione dell'area protetta.
La sentenza
La recente decisione del TAR Abruzzo ha imposto la ripresa del percorso amministrativo legato al Parco Nazionale della Costa Teatina, ma secondo l'associazione datoriale l'aspetto centrale non riguarda la mera legittimità procedurale. La questione cruciale verte sulla reale attualità e sull'effettiva opportunità di applicare uno strumento di pianificazione ideato un quarto di secolo fa a un contesto territoriale ed economico profondamente mutato.
Luigi Di Giosaffatte ha precisato che la contrarietà non è rivolta alla salvaguardia ambientale — definita valore indiscutibile e condiviso — bensì alla rigidità di vincoli che rischiano di frenare il tessuto produttivo regionale.
Un territorio trasformato
Negli ultimi venticinque anni la Costa Teatina è diventata il baricentro di asset strategici fondamentali per la crescita economica dell'intera regione.
L'area costiera ospita oggi la Zona Economica Speciale Unica del Mezzogiorno, i porti di Ortona e Vasto, il sistema logistico integrato e le infrastrutture di collegamento, oltre al florido indotto del turismo legato alla Costa dei Trabocchi. Inserire nuovi livelli autorizzativi e vincoli stringenti in un'area così dinamica potrebbe compromettere la capacità competitiva delle imprese locali.
Le priorità regionali
Tra le priorità improrogabili indicate da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico figurano il rafforzamento del tessuto industriale, il supporto costante al comparto automotive, l'attrazione di capitali e l'incremento dell'occupazione.
L'organizzazione evidenzia che la zona è già destinataria di un articolato impianto di tutele paesaggistiche e naturalistiche. Per questo motivo, l'associazione auspica un confronto aperto e trasparente tra istituzioni, enti locali e parti sociali affinché lo sviluppo sostenibile e la crescita economica procedano di pari passo.