Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

PESCARA. La CNA Abruzzo e il dipartimento DiSEG dell'Università d'Annunzio hanno presentato l'osservatorio creato sull'economia regionale in partenariato tra CNA e ateneo. Per l’occasione presentato uno studio relativo al saldo commerciale (export, import) 2020-2025 con riferimenti anche ai primi 6 mesi del 2026. Il dato che emerge dice che tra esportazioni ed importazioni, c’è un saldo in favore della prima voce di 3 miliardi e 343 milioni di euro.
«Abbiamo messo insieme esportazioni, importazioni e saldo commerciale, perché questa è una misura importante anche per la valutazione del PIL.
Cosa esce fuori?
«Ne esce fuori che l'Abruzzo - spiega il direttore della Cna Abruzzo Silvio Calice - ha un'economia molto trainante da questo punto di vista, perché il saldo commerciale su quasi tutti i settori è positivo e l'elemento che rileviamo è che è un elemento positivo ma polarizzato nel senso che ci sono alcuni settori quali il farmaceutico e l’automotive che fanno da traino soprattutto in alcune province. Così per l'automotive parliamo della provincia di Chieti e per quando riguarda invece il farmaceutico parliamo dell'Aquila che ha una crescita veramente importantissima».
L'elemento da sottolineare è che c'è un focus importante sul saldo commerciale, perché il saldo commerciale dà un'indicazione importante di quanto le esportazioni nette rappresentano una composizione del PIL ed è una composizione importante che dipende molto dai mercati che vengono affrontati.
«Quali sono i mercati prevalenti? Per l’Abruzzo sono quelli europei. I partner più importanti rimangono la Francia e la Germania, un po' meno la Spagna. Per quanto riguarda le importazioni, un dato che diciamo è poco analizzato, e che c'è una dipendenza, invece un saldo commerciale negativo, che riguarda la Cina, e quindi le materie prime e altre situazioni vengono in qualche modo da quel settore. L'elemento dal punto di vista CNA che noi sottolineiamo - spiega ancora il direttore di Cna Abruzzo Silvio Calice - è che alcuni settori mostrano ancora fragilità. Parliamo di quello del legno, quello dei settori del made in Italy delle piccole e medie imprese che mostrano ancora delle fragilità e quindi un'azione in quella direzione è auspicabile sia per le politiche regionali che per le politiche nazionali. E quindi stiamo facendo una serie di missioni all'estero molto importanti per seguire la direzione da prendere su un'economia polarizzata e fare in modo che questa polarizzazione sia meno caratterizzante solo da pochi settori».
Davide Quaglione, direttore del Dipartimento di Studi socioconomici gestionali e statistici dell'Università d'Annunzio ha poi detto che «L'importanza di questa conferenza stampa è duplice. Da un lato presentiamo i risultati di una prima ondata di ricerche che il Dipartimento insieme a CNA ha condotto e poi per illustrare l'osservatorio in sé e dunque questa iniziativa che io trovo particolarmente meritoria e per la quale dobbiamo assolutamente ringraziare CNA per averci coinvolto perché è un'iniziativa che può costituire un presidio stabile di creazione di conoscenze che è funzionale all'assunzione delle decisioni sia da parte delle imprese che da parte delle istituzioni».