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I controlli

Contrabbando in volo: perché i trafficanti scelgono l’aeroporto d’Abruzzo

I controlli sistematici della guardia di finanza e dell’Agenzia delle dogane hanno permesso di intercettare numerosi bagagli con sigarette occultate, impedendo l’introduzione illegale dei prodotti e la conseguente evasione dell’accisa

L'Aeroporto d'Abruzzo
L'Aeroporto d'Abruzzo
di Paolo Renzetti
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PESCARA — È un bilancio importante quello tracciato dalla guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sul contrasto al contrabbando di tabacchi all’aeroporto internazionale d’Abruzzo. Nel corso del 2025 sono stati 291 i passeggeri trovati con un quantitativo di sigarette superiore ai limiti consentiti dalla legge, un dato che conferma l’intensificazione dei controlli e l’efficacia delle attività di prevenzione e repressione. Il risultato arriva nell’ambito delle operazioni quotidiane svolte presso lo scalo “Pasquale Liberi”, frutto del rinnovato protocollo d’intesa tra le due istituzioni. Grazie a specifiche analisi di rischio e al monitoraggio costante dei flussi passeggeri, i finanzieri e il personale doganale hanno programmato controlli mirati sui viaggiatori in arrivo, in transito o provenienti da Paesi extra Schengen.

Rotte balcaniche e tentativi di elusione

Dalle analisi è emerso che molti trasgressori, soprattutto provenienti da rotte balcaniche, hanno tentato di aggirare i controlli scegliendo aeroporti ritenuti — erroneamente — meno stringenti. Tra questi, anche lo scalo pescarese, individuato come possibile punto d’ingresso per tabacchi lavorati esteri destinati al mercato italiano. Un tentativo fallito: i controlli sistematici della guardia di finanza e dell’Agenzia delle dogane hanno permesso di intercettare numerosi bagagli con sigarette occultate, impedendo l’introduzione illegale dei prodotti e la conseguente evasione dell’accisa.

Sequestri e sanzioni per oltre 236 mila euro

Le attività hanno portato al sequestro delle “bionde” trasportate irregolarmente e all’emissione di sanzioni amministrative per un totale complessivo di oltre 236 mila euro. Un risultato che conferma la centralità dello scalo abruzzese nelle strategie di contrasto al contrabbando e la piena operatività del dispositivo di controllo messo in campo.