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di Paolo Renzetti

PESCARA. Si allarga l'inchiesta dalla Procura della Repubblica di Pescara sulla presunta parentopoli a Palazzo di Città.
Altre tre persone nelle ultime ore sono state infatti iscritte nel registro degli indagati: si tratta di dirigenti del Comune adriatico. I tre indagati si aggiungono ad altri quattro precedentemente indagati, due dirigenti sempre del Comune di Pescara e due candidati a concorsi.
La Procura della Repubblica di Pescara, attraverso l’inchiesta coordinata dal Sostituto Procuratore Gennaro Varone vuole far luce sulle selezioni concorsuali svolte lo scorso anno per specialisti nelle attività culturali e amministrative. L'accusa ipotizzata è quella del reato di falso.
A parlare degli ultimi accadimenti è stato questa mattina il presidente del Movimento Pettinari per l’Abruzzo e consigliere comunale Domenico Pettinari.
«È doveroso ricordare che un anno fa siamo stati noi primi ad aprire questo dibattito e sventolare oggi uno striscione in aula consiliare dove c'era scritto noi non abbiamo parenti che partecipano ai concorsi in Comune. Poi l'inchiesta giudiziaria, con questi nuovi indagati eccellenti alla fine fanno ben sette indagati totali. Possiamo dire che non era solo un'invenzione del Movimento Pettinari ma ci sono degli elementi importanti. E a maggior ragione - ha spiegato Pettinari - noi ribadiamo oggi con forza la richiesta di istituzione di una commissione speciale di indagine sui concorsi pubblici svolti nel Comune di Pescara negli ultimi sette anni. Ricordiamo subito che la commissione speciale di indagine non si sovrappone con l'inchiesta della magistratura e non solo non va condizionare minimamente l'inchiesta giudiziaria ma uno strumento amministrativo previsto dalla legge previsto dal regolamento e dallo statuto e che può naturalmente fare chiarezza sotto l'aspetto amministrativo e oggi noi riteniamo che questo si rende necessario e doveroso».