Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

CHIETI. L’Abruzzo vive una stagione di profondi contrasti sul fronte energetico. Secondo i dati recenti dell'Unione nazionale consumatori, la regione ha registrato l'incremento più marcato d’Italia per quanto riguarda il gasolio, con impennate che hanno toccato i 20 centesimi di aumento in una singola giornata. Questo balzo avviene in un momento paradossale, proprio mentre il petrolio sui mercati internazionali sembrava aver iniziato una fase di discesa.
Nonostante il primato negativo dei rincari, l’Abruzzo mantiene un posizionamento peculiare nel panorama nazionale: il costo del gasolio alla pompa, fissato mediamente a 2,158 euro, risulta essere il penultimo più basso del Paese.
Solo nelle Marche si registra un dato inferiore, rendendo la situazione una "magra consolazione" a fronte di esborsi comunque esorbitanti per famiglie e imprese. La benzina, pur subendo variazioni, non ha mostrato la stessa criticità del carburante diesel.
La sospensione delle accise ha parzialmente mitigato l'impatto sui portafogli, ma la spirale inflazionistica continua ad autoalimentarsi. Gli esperti del settore monitorano con attenzione l'evoluzione dei conflitti internazionali, poiché solo una reale cessazione delle ostilità potrebbe portare a un riassorbimento dei costi.
In questo scenario, gli abruzzesi restano in attesa di una stabilizzazione che metta fine a oscillazioni di prezzo repentine e imprevedibili.