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di Paolo Renzetti

PESCARA. Una manifestazione per denunciare quello che viene definito il “silenzio” della Regione Abruzzo sui diritti delle persone con disabilità. A promuoverla è l’Associazione Asperger Abruzzo, che accusa l’ente regionale di negare illegittimamente l’esenzione dal bollo auto a cittadini che ne avrebbero pieno diritto.
Il presidio è in programma il 4 marzo, alle ore 10, davanti alla sede della Regione, in piazza Unione, a Pescara. Al centro della protesta, i casi di persone con riconoscimento di disabilità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104 e titolari di indennità di accompagnamento, alle quali sarebbe stato comunque richiesto il pagamento della tassa automobilistica.
«Non parliamo di concessioni o favori, ma di un diritto previsto dalla normativa vigente», sottolinea la presidente dell’associazione, Marie Helena Benedetti. Secondo quanto riferito, dopo la pubblicazione di un primo articolo sulla vicenda, le segnalazioni arrivate all’associazione si sarebbero moltiplicate. «Non si tratta di casi isolati – si legge in una nota – ma di una prassi amministrativa illegittima che provoca un danno economico e morale alle famiglie».
Nel mirino, in particolare, il mancato riconoscimento da parte della Regione delle omologhe del Tribunale nei casi in cui, a seguito di ricorso, l’INPS non abbia emesso un verbale conforme alla decisione del giudice. «L’omologa è un provvedimento giurisdizionale con pieno valore legale ed è superiore a un atto amministrativo dell’INPS – spiega Benedetti – eppure l’esenzione viene negata perché ‘manca il verbale INPS’».
L’associazione contesta inoltre il richiamo, nei dinieghi, all’articolo 4 del decreto legge 9 febbraio 2012 n. 5, una norma che, secondo Asperger Abruzzo, «non riguarda il bollo auto né disciplina l’esenzione e non è richiamata dalla normativa regionale».
«Abbiamo scritto all’Ufficio Tributi senza ricevere risposta – conclude l’associazione – e abbiamo tentato di contattare l’assessore competente tramite la mail istituzionale, risultata non funzionante. Ora chiediamo risposte pubbliche e il rispetto dovuto ai cittadini e ai loro diritti».