Controllo
Montesilvano, locale chiuso per 10 giorni dopo episodi di violenza: era già stato sospeso a giugno
di Paolo Renzetti

Marcinelle resta una ferita aperta e un monito costante per l'Europa. Presso l’Istituto Alessandrini di Montesilvano, l’incontro “Cuori nel Pozzo” ha riunito istituzioni e studenti per onorare la memoria dei 262 minatori scomparsi nel Bois du Cazier, tra cui moltissimi corregionali.
L’iniziativa, promossa dall'Università Popolare della Terza Età con la Cisl Pensionati, ha analizzato l'eredità storica dell'accordo uomo-carbone e il valore dell'identità migrante.
Il sindaco Ottavio De Martinis ha sottolineato “l'importanza del Passaporto delle radici per rinsaldare il legame con le comunità abruzzesi in Belgio, trasformando il dolore in opportunità di scambio culturale.”
Particolarmente toccanti le testimonianze di Giovanni Passamonti e Claude Souka, che hanno portato la voce diretta del sacrificio minerario ai giovani delle classi di elettronica, sia e informatica.
L'assessore Corinna Sandias e i vertici sindacali, tra cui Michele Tosches e Lucio Petrongolo, hanno focalizzato il dibattito sulla sicurezza sul lavoro. Il rispetto degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione è stato indicato come la bussola necessaria per azzerare gli infortuni. In un mondo del lavoro trasformato dalla digitalizzazione e dall'intelligenza artificiale, la tecnologia deve diventare uno scudo per la salute, garantendo che il progresso non calpesti mai la dignità umana. Agli studenti, futuri custodi della memoria, è affidato il compito di costruire un mercato occupazionale sano e solidale.