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L'Aquila, salta il Consiglio comunale. L'opposizione: «La maggioranza antepone i propri equilibri alla città»
di Redazione L'Aquila

La commemorazione di un martire di fede unisce maggioranza e opposizione che poi sul magnifico sito di Alba Fucens tornano a litigare. Lo riferiscono Giovanni Ceglie, Gianni Mancini e Giovanni Cimino i quali scrivono ad Abruzzo Daily: «Il Consiglio comunale di Massa d’Albe del 18 è iniziato con un elogio della minoranza verso la Giunta per l’istituzione di una borsa di studio dedicata al Padre ucciso nel 2001 in Burkina Faso nell’adempimento della propria funzione epistolare, evangelica e missionaria. Successivamente il Sindaco dava notizia di aver completato l’atavica carenza di organico dell’Ufficio Tecnico mediante concorsi pubblici per esami allo scopo di selezionare le migliori professionalità e competenze. Purtroppo la seduta ha poi preso una piega inaspettata riguardo le due proposte della minoranza sulla istituzionalizzazione dei due appuntamenti già presenti da anni in Massa D’Albe, sovvenzionati dallo stesso comune, che sortiscono un successo che esonda dal territorio ed ha risonanza sovra regionale.
L’Alba dei marsi e Festiv’alba. A modesto avviso di chi si firma le giustificazioni addotte sembrano essere solo pretestuose». Sulle vicende, di importanza nazionale occorre dare notizie: Padre Celestino Di Giovambattista, originario di Massa d’Albe, è una di quelle figure che la Marsica ricorda con rispetto profondo. Missionario camilliano, partì per il Burkina Faso nel 1972, spinto da una vocazione che non era solo religiosa, ma profondamente umana. Per quasi trent’anni ha vissuto accanto ai più fragili: malati, poveri, detenuti. Era cappellano dell’ospedale civile di Ouagadougou e della prigione della capitale, dove entrava ogni giorno con passo discreto e sorriso fermo, portando medicine, conforto, ascolto. Per tutti era “il padre dei malati”, un uomo che non chiedeva nulla e dava tutto. Il 13 ottobre 2001, mentre si recava come ogni giorno a visitare i detenuti, fu assassinato. Una morte improvvisa, violenta, che scosse la comunità locale e quella abruzzese. In Burkina Faso migliaia di persone parteciparono alle esequie, segno di un affetto che andava oltre la fede. In Italia, la sua storia è diventata simbolo di una missione vissuta fino all’ultimo respiro. Oggi padre Celestino è ricordato come un martire della carità, un uomo che ha trasformato la sua vita in un dono quotidiano. L’altra storia riguarda Alba Fucens e Festival Alba che riguardano il sito romanico sul quale il sindaco ha assunto una posizione contraria ai tre che firmano il documento di opposizione.
Due notizie dallo spaccato nazionale: la commemorazione del martire passa, il rilancio del sito di Alba Fucens no. Perché?