Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Sì al Parco della Costa dei trabocchi, ma con un perimetro minore rispetto a quello ipotizzato dall’Ispra e con misure di tutela meno restrittive: è in sostanza questa la posizione ribadita dai Comuni che hanno partecipato in ministero all’incontro sulla zonizzazione e le misure provvisorie di salvaguardia.
La volontà espressa è quella di contribuire a un Parco fondato sulla conoscenza effettiva del territorio, rispettoso delle comunità locali, compatibile con l’agricoltura, dotato di regole chiare e capace di valorizzare Via verde, paesaggio, borghi e produzioni.Alcuni dei 19 sindaci interessati dal Parco restano fermi nella posizione totalmente contraria all’ingresso nella nuova area protetta (Casalbordino, Torino di Sangro, San Salvo, Villalfonsina e Pollutri).
Altri hanno insistito soprattutto sulla necessità di stralciare le aree industriali e portuali, e quelle ad agricoltura intensiva, o in alternativa spostarle da zona 2 a zone 3.È stato inoltre chiesto ulteriore tempo per esaminare la documentazione, verificare perimetrazione e zonizzazione, e per condividere le scelte con i portatori d’interesse, approfondendo gli effetti delle misure di salvaguardia e predisponendo osservazioni motivate con dati e cartografie.
I sindaci chiedono inoltre di coinvolgere maggiormente la Provincia di Chieti, in particolare per Via verde e le stazioni ferroviarie dismesse: è stata proposta una Conferenza di pianificazione permanente degli enti locali del Parco con la Provincia, per condividere informazioni, coordinare le osservazioni a Ispra, mantenere il confronto con ministero e Regione.