Abruzzo Daily

Logo
Logo
Lavoro

Vertenza Pierburg, scatta la mobilitazione dei lavoratori dopo il nulla di fatto al Ministero

Due ore di sciopero per ogni turno e presidi davanti ai cancelli

Lo stabilimento (foto da TgR Rai)
Lo stabilimento (foto da TgR Rai)
di Luca Di Renzo
2 MINUTI DI LETTURA

I lavoratori della Pierburg hanno proclamato uno sciopero di due ore per ogni turno nella giornata di oggi, 7 maggio 2026, presso lo stabilimento produttivo, a seguito dell'esito negativo dell'ultimo incontro avvenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La mobilitazione, indetta dalle sigle sindacali di categoria, nasce dalla profonda preoccupazione per la tenuta occupazionale e la mancanza di garanzie concrete sul piano di rilancio industriale del sito.

L'ultimo tavolo tecnico a Roma si è concluso con una fumata nera che ha gelato le aspettative delle maestranze. Nonostante le richieste di chiarimenti urgenti, la proprietà non avrebbe fornito rassicurazioni sufficienti circa il mantenimento dei livelli occupazionali e la saturazione degli impianti nel medio-lungo periodo. Questo stallo ha spinto i sindacati a dichiarare immediatamente lo stato di agitazione, portando la protesta direttamente ai cancelli della fabbrica.

Nel corso delle assemblee, i rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato come l'assenza di un cronoprogramma certo sugli investimenti metta a rischio centinaia di famiglie. La Pierburg, storicamente centrale nel tessuto economico locale, si trova ad affrontare una fase di transizione estremamente delicata, aggravata da un mercato dell'automotive in costante mutamento e dalla mancanza di nuovi ordinativi strutturali.

"Non possiamo accettare il silenzio delle istituzioni e dell'azienda", si legge in una nota congiunta diffusa durante il presidio. "La mobilitazione proseguirà fino a quando non verrà presentato un piano industriale credibile che salvaguardi ogni singolo posto di lavoro e valorizzi le competenze interne". Le parti sociali chiedono ora la riapertura immediata di un confronto che veda il coinvolgimento diretto dei vertici societari e delle autorità regionali.

La situazione resta dunque in una fase di estrema tensione. Se non dovessero giungere segnali di apertura nelle prossime ore, i sindacati hanno già annunciato la possibilità di inasprire le forme di protesta, includendo blocchi degli straordinari e ulteriori giornate di astensione dal lavoro. L'obiettivo resta la difesa del patrimonio produttivo e la certezza di un futuro che, al momento, appare quanto mai incerto.