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La storia

Teramo, lo “zio d’America” esiste davvero: operaio eredita un patrimonio milionario

A cambiare tutto, una telefonata arrivata da uno studio notarile della Capitale

Teramo, lo “zio d’America” esiste davvero: operaio eredita un patrimonio milionario
di Giancarlo Falconi
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TERAMO. Operaio lui, 38 anni, commesso di 29 anni il suo compagno. Una coppia semplice, di quelle che scelgono la strada più difficile pur di restare fedeli a sé stessi. Sullo sfondo, una vita attraversata da sacrifici, incomprensioni familiari e scelte controcorrente: lui abbandona gli studi di medicina per seguire la passione per la meccanica, il compagno gli resta accanto mentre la convivenza scatena giudizi e distanze. Poi il dolore: la perdita della madre, la lunga malattia del padre adottivo colpito da un male ai polmoni e altre vicissitudini che preferiamo non raccontare per tutelarne l’identità.

A cambiare tutto, una telefonata arrivata da uno studio notarile della Capitale. Dall’altra parte della cornetta la notizia della morte dello zio, fratello del padre, con cui aveva sempre avuto un legame fortissimo, deceduto in un tragico incidente stradale. E poi la scoperta inattesa contenuta nel testamento: il classico “zio d’America”. Tra beni mobili e immobili, denaro e preziosi, il valore complessivo dell’eredità sfiora i 4 milioni di euro.

Ma più dei numeri colpiscono le sue parole. Al telefono racconta il dolore per la perdita dello zio e la gratitudine verso chi lo ha cresciuto e amato. E soprattutto annuncia che una parte consistente dell’eredità sarà destinata a un centro per ragazzi orfani, proprio quello che lo accolse prima dell’adozione. Perché certe storie non si misurano nei milioni, ma nella capacità di restituire ciò che la vita, nonostante tutto, ha saputo donare.