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di Luca Di Renzo

CHIETI. Domenica scorsa, 3 maggio 2026, una delle bambine della famiglia neorurale di Palmoli è stata ricoverata in una struttura ospedaliera per accertamenti clinici disposti in via precauzionale. La notizia è trapelata nel primo pomeriggio di oggi, 5 maggio, dopo un post su Facebook della Garante nazionale per l'Infanzia, Marina Terragni, che ha denunciato l'assenza della madre accanto alla piccola, innescando una dura polemica sui social network.
Pronta la replica della Garante regionale dell'Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha smentito le criticità sottolineando come i genitori siano stati costantemente informati e abbiano visitato regolarmente la figlia.
L'intervento di Marina Terragni ha riacceso i riflettori mediatici sulla comunità, sollevando dubbi sulla gestione del nucleo familiare e sulle modalità del ricovero avvenuto nel weekend. La Garante nazionale ha espresso preoccupazione per il fatto che la minore si trovasse in ospedale senza la figura materna, scatenando un dibattito acceso tra gli utenti in rete.
In risposta alle polemiche, la Garante abruzzese Alessandra De Febis ha rilasciato una nota ufficiale per precisare i dettagli della situazione: «I genitori sono stati informati tempestivamente del ricovero, disposto in via meramente precauzionale, ed entrambi hanno fatto regolarmente visita alla piccola sia ieri che oggi. La situazione è sotto controllo e, non appena le condizioni lo consentiranno, la bambina sarà dimessa».
Secondo quanto riportato dalla De Febis, non sussisterebbero dunque motivi di allarme e il percorso sanitario starebbe procedendo regolarmente nel pieno rispetto dei protocolli.
La chiusura della vicenda, almeno sul piano istituzionale, è stata affidata a un richiamo etico e normativo da parte della Garante regionale, che ha chiesto il massimo silenzio stampa sulla salute della minore.
La De Febis ha infatti rinnovato l'appello alla tutela della riservatezza e della privacy, ricordando che il rispetto dovuto ai minori è un obbligo sancito primariamente dall'etica e successivamente dalla legge.