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La perizia

Vasto, neonato avvelenato: depressione post-partum all'origine del gesto della madre

La donna, in percorso terapeutico, punta a riottenere la potestà genitoriale dopo il tentativo di avvelenamento del figlio

Vasto, neonato avvelenato: depressione post-partum all'origine del gesto della madre
di Luca Di Renzo
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VASTO. La quarantaduenne di Vasto, protagonista di un drammatico episodio che ha coinvolto il figlio di soli tre mesi, ha scelto di rispondere agli inquirenti.

Durante l'audizione, la madre ha descritto l'accaduto come un tragico incidente di percorso, scaturito da una profonda depressione post-partum che le rendeva insopportabile il pianto del bambino.

La vicenda

L'episodio accaduto lo scorso 9 dicembre, ha avuto origine quando il neonato è stato trasportato d'urgenza all'ospedale San Pio di Vasto per un sospetto avvelenamento da detersivo.

Sebbene entrambi siano stati salvati da una lavanda gastrica senza gravi conseguenze, la Procura ha contestato il reato di lesioni aggravate, imponendo alla donna il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento.

La terapia

Attualmente, la madre sta seguendo un doppio binario terapeutico, affidandosi a strutture pubbliche e specialisti privati per dimostrare la propria volontà di recupero. L'obiettivo dichiarato è quello di riabbracciare il piccolo e revocare la sospensione della potestà genitoriale.

La perizia

Il bambino è attualmente affidato ai nonni paterni, mentre si attende il deposito della perizia psichiatrica. Questo documento sarà fondamentale per valutare la capacità di intendere e di volere della donna e stabilire l'idoneità della sua condotta al momento dei fatti. Anche il padre, pur in attesa di riacquisire i pieni diritti legali, partecipa attivamente alla cura del figlio insieme alla propria famiglia.