Sul palco
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di Andrea Rapino

LANCIANO. Sindacati sul piede di guerra dopo l’annuncio del socio di maggioranza della Baomarc di portare al fallimento l’azienda specializzata nelle lavorazioni dell’acciaio per il settore automotive.
La decisione è stata annunciata dal socio di maggioranza di Baomarc Automotive Solutions spa, la Baosteel Metal Products Industry, in occasione dell’assemblea dei soci del 15 ottobre. Il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata in assemblea ha trasferito la decisione al consiglio di amministrazione.
Gli impegni non mantenuti
Immediata la reazione di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil ed rsu sulla volontà di procedere verso la liquidazione giudiziale della società, rigettando la proposta del socio di minoranza di accedere a un concordato preventivo in continuità aziendale.
«Una scelta irricevibile, grave e irresponsabile per ragioni industriali, sociali e istituzionali», tuonano i sindacati, «Baomarc è stata scelta dal ministero dello Sviluppo economico per la reindustrializzazione del sito dell’ex Honeywell di Atessa. Un’operazione in cui la società ha acquisito il capannone al prezzo simbolico di 1 euro con l’impegno di riassorbire i lavoratori e garantire occupazione. Dopo aver beneficiato di questo percorso e delle risorse pubbliche volta le spalle al territorio e chiede il fallimento».
Le ripercussioni sull’indotto Stellantis
Per le organizzazioni dei lavoratori è un’«assurdità chiedere la liquidazione di un’azienda mentre gli stabilimenti sono in piena attività produttiva. Gli ordini ci sono, le lavorazioni proseguono a pieno ritmo e i lavoratori stanno garantendo le forniture. La decisione di fermare Baomarc mette in gravissima difficoltà l’intero tessuto socio-economico del nostro territorio».
Il grande timore di Cgil, Cisl e Uil è infatti anche «un eventuale blocco delle forniture rischia di paralizzare la produzione dello stabilimento Stellantis di Atessa, scatenando una reazione a catena devastante per le aziende dell’indotto e migliaia di lavoratori della provincia».
Lo stato di agitazione
Le organizzazioni sindacali sollecitano un intervento urgente della Regione e del ministero delle Imprese in qualità di garante originario dell’accordo di reindustrializzazione. Ma soprattutto chiedono al cda di «assumersi la responsabilità di deliberare a favore della continuità aziendale e lavorativa». Per questo i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale «e tutte le azioni necessarie, sindacali, legali e di mobilitazione, a partire dallo sciopero di due ore proclamato per lunedì 19 ottobre, in concomitanza con la riunione del cda per impedire la scelta liquidatoria e difendere con ogni mezzo i diritti dei lavoratori Baomarc e il futuro industriale del nostro territorio»