Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Una poltrona per tre nel centrodestra, il quarto incomodo nel centrosinistra, la sorpresa sempre in agguato nel campo del generale: a una settimana dall’ufficializzazione delle candidature per le elezioni suppletive della provincia di Chieti, nessuno ha ancora sciolto le riserve. Il 15 e 16 novembre oltre 305mila elettori di 104 Comuni dovranno decidere a chi assegnare il seggio lasciato in Parlamento da Alberto Bagnai in seguito alla nomina a componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
In corsa ci sarà un leghista
Il centrodestra per ora ha una sola certezza: il candidato sarà della Lega come della Lega era Bagnai che si è dimesso. Questa l’indicazione arrivata da Roma, in linea con gli accordi di quattro anni fa. Da quest’altro lato degli Appennini sembra passata la linea dei leghisti del Chietino, che reclamano un rappresentante del territorio. Di conseguenza la partita si restringe a Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale e commissario provinciale del partito, e ai due consiglieri comunali teatini, Liberato Aceto e Mario Colantonio, che alle ultime Comunali è stato anche candidato sindaco.
La sorpresa D’Amico nel centrosinistra
Nel centrosinistra ci sono in ballo tre uomini di partito: l’ex senatore del M5S, Gianluca Castaldi, vastese, e i consiglieri regionali Silvio Paolucci (Pd) di Tollo e Alessio Monaco (Avs) di Borrello. Fra i tre litiganti, tutti espressione del territorio provinciale, spunta però il quarto incomodo: Luciano D’Amico, docente universitario a Teramo e già aspirante presidente della Regione del “campo larghissimo” sconfitto da Marco Marsilio nel 2024. D’Amico non fa riferimento ad alcun partito in particolare e gode di ampia considerazione in tutte le forze del centrosinistra.
L’incognita Vannacci
C’è poi l’incognita Futuro Nazionale: il giovane partito di Roberto Vannacci alle suppletive di Reggio Calabria ha superato il 10% e i sondaggi nazionali lo danno oltre il 7%: se il centrosinistra si presentasse unito come alle ultime regionali, rischia di tagliare le gambe a un centrodestra in cui FI e FdI non sembrano intenzionati a sputare sangue per portare a Roma un leghista che, a conti fatti, non cambierebbe granché gli equilibri in Parlamento. Il candidato di Chieti per Futuro Nazionale avrebbe quindi un valore simbolico ma comunque rilevante se si candidasse un qualsiasi “acquisto” recente di spicco per testare il consenso sul territorio. Ma il valore sarebbe più che simbolico se si presentasse lo stesso Vannacci per una prova muscolare in cui può far vedere concretamente quanto può spostare l’elettorato di destra.